
Comiso, 11 agosto 2026 – “Siamo costretti ancora una volta ad assistere inermi all’ennesima chiusura di Fontanarossa, ai disagi di tanti passeggeri e al nostro comparto turistico e commerciale che brucia milioni di euro per ogni giorno di chiusura. Purtroppo ribadiamo la nostra frase che tanto fece arrabbiare il centrodestra durante una seduta d’Aula, ovvero che i disastri ambientali non arrivano all’improvviso ma a causa dell’improvvisazione di una classe politica che non riesce a governare gli eventi”. Lo dice la deputata regionale del M5S di Ragusa, Stefania Campo, dopo l’emergenza che sta costringendo l’aeroporto di Catania alla cancellazione di tanti voli. “Non c’è un piano di emergenza che sia collaudato e costante – prosegue Campo – e non capiamo perché ci sono stati tanti incontri sull’aeroporto che di tutto hanno parlato tranne che di un piano per la gestione di un’emergenza chiara: Catania è una delle poche città al mondo ad avere un aeroporto a ridosso di un vulcano attivo. La tematica della vendita delle quote di Sac ha sempre la priorità rispetto ai bisogni dei siciliani, fare cassa velocemente e in modo poco trasparente e, a mio avviso, antieconomico per coprire chissà quale bisogno finanziario, ed ha addirittura il sopravvento sulla stesura di un piano stabile per gestire le risapute e frequenti eruzioni dell’Etna. Adesso la scusa è che l’Ars ha chiuso i battenti per le ferie estive, ma noi chiediamo ugualmente un tavolo di confronto immediato affinché come assoluta priorità per il futuro ci sia un piano preciso di gestione emergenze, che naturalmente comprenda anche l’aeroporto di Comiso, tra l’altro della stessa società di gestione, non bloccando di fatto un’intera Sicilia orientale con un aeroporto situato a un centinaio di chilometri. La soluzione passa necessariamente anche da Comiso, aeroporto che non può continuare a essere considerato una struttura accessoria o una riserva da utilizzare in modo improvvisato soltanto quando Catania va in crisi. Se vogliamo davvero costruire un piano B, dobbiamo innanzitutto potenziare in via ordinaria il Pio La Torre, aumentandone traffico, rotte, collegamenti, servizi e capacità operativa, pensando in via prioritaria ad un collegamento ferroviario con Catania. Un aeroporto che lavora stabilmente, con un adeguato volume di passeggeri e collegamenti, è un aeroporto che può diventare molto più facilmente una valvola di sicurezza quando Fontanarossa è costretto a ridurre la propria operatività. La colpa di tutto questo, lo ribadiamo, non è della natura ma della inadeguatezza della classe dirigente siciliana”.


