
Ragusa, 04 agosto 2026 – «Il Rapporto Sicindustria offre una lettura utile e positiva della nostra provincia, e come Confcommercio Ragusa lo accogliamo con interesse e spirito costruttivo». Così il presidente provinciale Gianluca Manenti commenta i dati del primo Rapporto sulla competitività del Sistema Ragusa 2026, presentato nei giorni scorsi. «Il documento evidenzia elementi importanti: una natalità imprenditoriale superiore alla media nazionale, una capacità finanziaria che cresce, una tenuta demografica giovanile che non è scontata nel contesto siciliano. Sono segnali che confermano la vitalità del territorio e la capacità delle imprese di reagire anche in condizioni infrastrutturali complesse».
Manenti sottolinea però che il Rapporto, pur ricco di dati, «è orientato prevalentemente alla lettura industriale» e che alcuni indicatori meritano un approfondimento condiviso. «Gli stessi numeri citati da Sicindustria mostrano che nel 2025 il tasso di occupazione è sceso dal 59,7% al 57,4% e la disoccupazione è salita al 7,1%. Inoltre, cresce il ricorso ai contratti a termine e al part-time a scapito delle assunzioni stabili. Non sono dettagli: sono la parte del quadro che riguarda la qualità del lavoro». Per Confcommercio provinciale Ragusa, questo è il punto su cui aprire un confronto. «Non basta contare le imprese che nascono: bisogna capire che tipo di lavoro producono. Una provincia che cresce nei numeri ma si frammenta nella stabilità occupazionale rischia di costruire una crescita a due velocità. È lo stesso tema che abbiamo portato all’Inps Sicilia sul dumping contrattuale e sui contratti pirata: applicazioni contrattuali irregolari che abbassano tutele e retribuzioni, danneggiando le imprese sane e chi compete correttamente».
Manenti richiama anche un altro elemento che il Rapporto sfiora ma non sviluppa: il commercio di prossimità. «Accanto al saldo positivo delle nuove imprese, la nostra provincia continua a confrontarsi con la desertificazione commerciale nei centri storici. Nascono nuove attività, ma il commercio tradizionale nei borghi e nei centri urbani soffre. Non sono fenomeni in contraddizione: sono due facce della stessa trasformazione economica, che va governata e non solo osservata».
Da qui la proposta di Confcommercio Ragusa: «L’Agenda 2034 è un progetto importante, che condividiamo nell’impianto. Crediamo però che debba arricchirsi di un pilastro dedicato al commercio, al turismo e ai servizi: settori che, insieme all’industria, compongono il vero tessuto produttivo della provincia. Serve una visione che tenga insieme innovazione industriale, rigenerazione dei centri storici, qualità del lavoro e contrasto alla concorrenza sleale contrattuale». Manenti conclude con un messaggio di collaborazione: «Ragusa può davvero essere un modello, ma solo se la crescita è condivisa da tutti i comparti e si traduce in lavoro stabile, non solo in nuove partite Iva. Il Rapporto Sicindustria è un punto di partenza prezioso: il nostro compito, come corpi intermedi, è completare il quadro e contribuire a una strategia comune per il futuro della provincia».


