
Ragusa, 18 luglio 2026 – La consigliera comunale di Ragusa Rossana Caruso lancia un avviso pubblico per mettere in guardia parrocchie, associazioni e cittadini da un tentativo di truffa che nelle ultime ore ha coinvolto alcune realtà del territorio. Diversi soggetti, infatti, sono stati contattati da una persona che si presenta falsamente con il nome della consigliera, spacciandosi per una sedicente “Dottoressa Caruso del Comune di Ragusa”.
Secondo le segnalazioni raccolte, la truffatrice avrebbe prospettato l’erogazione di un presunto finanziamento di circa 30.000 euro, chiedendo però un versamento anticipato di 1.000 euro su una carta Postepay. Una modalità che ha immediatamente destato sospetti e che la consigliera Caruso definisce senza esitazioni una truffa.
«Sono completamente estranea a questa vicenda e mi vedo costretta a informare pubblicamente la città per evitare che qualcuno possa cadere in questo raggiro», dichiara Caruso. «Qualsiasi richiesta di denaro, soprattutto se collegata a presunti finanziamenti pubblici, è da considerarsi fraudolenta. Nessuna istituzione opera in questo modo e nessuna comunicazione ufficiale avviene tramite contatti informali o richieste di versamenti su carte personali».
La consigliera ha già sporto denuncia/querela alle forze dell’ordine, che stanno svolgendo gli accertamenti necessari per individuare i responsabili e ricostruire l’intera operazione fraudolenta. «Invito chiunque dovesse ricevere telefonate o messaggi simili a non effettuare alcun pagamento e a rivolgersi immediatamente alle autorità competenti», aggiunge Caruso.
Il caso conferma la crescente sofisticazione delle truffe che utilizzano nomi reali di amministratori pubblici o funzionari per ingannare enti, parrocchie e cittadini, sfruttando la credibilità istituzionale per rendere più convincente il raggiro. «È fondamentale mantenere alta l’attenzione», conclude Caruso, «soprattutto in un momento in cui molte realtà sociali e religiose operano quotidianamente a sostegno della comunità e potrebbero essere più esposte a tentativi di frode».


