Sicurezza negli iblei. Scollo chiede all’ente di viale del Fante un ruolo di coordinamento vero e riconoscibile

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Ragusa, 18 luglio 2026 – La questione della sicurezza negli Iblei torna al centro del dibattito politico, e lo fa con toni chiari e diretti. Gaetano Scollo, consigliere comunale di Comiso e componente del Consiglio del Libero consorzio comunale di Ragusa, ha chiesto all’ente di viale del Fante di assumere un ruolo di coordinamento vero e riconoscibile, capace di mettere insieme controlli, prevenzione e interventi sociali in tutti i dodici Comuni della provincia.

Secondo Scollo, la sicurezza non può essere affrontata come un’emergenza episodica né come un tema da delegare esclusivamente alle forze dell’ordine, che – sottolinea – “già oggi svolgono un lavoro straordinario, con grande spirito di sacrificio”. Il punto, per il consigliere, è che la politica deve tornare a fare la propria parte, assumendo una responsabilità che non può essere rimandata.

Il suo intervento, pronunciato durante la discussione sulla relazione annuale del presidente del Libero consorzio, parte da un concetto semplice: la sicurezza e il benessere dei giovani non sono in contraddizione. “Non si garantiscono con punizioni collettive – afferma – ma isolando con fermezza i comportamenti violenti e investendo contemporaneamente sull’educazione. La stragrande maggioranza dei nostri ragazzi vive il territorio in modo sano e rispettoso: chi si comporta bene ha il diritto di vivere in città sicure, non penalizzato per le colpe di una minoranza”.

Scollo richiama l’attenzione su ciò che sta accadendo nei centri storici e nei principali luoghi di ritrovo: episodi di disagio, comportamenti non consoni, situazioni che alimentano la percezione di insicurezza. “I nostri centri storici devono tornare a essere spazi vivi e attrattivi – dice – non zone fragili o lasciate a se stesse. Serve un presidio più costante, una presenza coordinata delle istituzioni e interventi mirati di rigenerazione sociale”. La proposta del consigliere è quella di una strategia bilaterale, che unisca fermezza e prevenzione. Da un lato, più controlli e un coordinamento stabile tra Libero consorzio, Prefettura e Comuni; dall’altro, una rete sociale capillare che coinvolga scuole, parrocchie, associazioni culturali e sportive, realtà del terzo settore. Scollo immagina un territorio che si muove insieme, con azioni concrete: tavoli periodici di ordine pubblico, protocolli d’intesa per presidiare piazze e strade, sostegno agli oratori e ai centri sportivi per offrire alternative sane di aggregazione serale, progetti di educazione alla legalità e figure di mediazione capaci di intercettare le fragilità nei luoghi di ritrovo spontaneo.

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