
MODICA, 17 Luglio 2026 – La Pineta di Monserrato è tornata a bruciare. Stamattina un nuovo incendio ha squarciato la tranquillità della zona, richiamando immediatamente l’attenzione dei soccorsi e della cittadinanza, ormai esasperata dal ripetersi di questi episodi.
Come accade tristemente in queste occasioni, la risposta delle autorità non si è fatta attendere. Fin dai primi minuti, il rumore inconfondibile delle pale degli elicotteri della flotta antincendio regionale è tornato a farsi sentire sopra i cieli di Monserrato.
Il lavoro degli equipaggi è frenetico e serrato: gli elicotteri, supportati dalle squadre a terra del Corpo Forestale e dei Vigili del Fuoco, stanno effettuando lanci continui d’acqua per tentare di circoscrivere il fronte del fuoco ed evitare che le fiamme raggiungano le aree più sensibili o le vicine zone urbanizzate.
L’incendio odierno riaccende i riflettori su una criticità cronica per il territorio. La Pineta di Monserrato rappresenta un polmone verde vitale, ma è diventata, purtroppo, bersaglio frequente di episodi che mettono in ginocchio l’ecosistema locale.



9 commenti su “Modica. Ancora fiamme nella Pineta di Monserrato: un territorio sotto assedio”
Spero non si sottovaluti l’aspetto strutturale del ponte Guerrieri: un incendio così intenso e prolungato nel tempo è pericolosissimo per una struttura realizzata nel 1967.
Senza voler ricordare il crollo delle Torri Gemelle a New York, dovuto alle altissime temperature generate all’interno dei due enormi edifici, il ponte Guerrieri, sicuramente molto più fragile, dopo tantissime ore di “cottura” a fuoco lento potrebbe aver subito danni imprevedibili. Eppure, c’è il rischio che poi qualcuno dirà di non saperne nulla.
Credo sinceramente che, al di là delle polemiche, la Sindaca debba intervenire e chiedere informazioni precise. Certo, amministrare una città completamente abbandonata a se stessa negli ultimi 14 o 15 anni deve essere estremamente difficile, ma questa è la realtà. Di sicuro la Sindaca riceve un’indennità mensile importante per il suo ruolo, ed è lecito sperare che si veda almeno un briciolo di attività concreta.
Un danno strutturale al Ponte sarebbe un disastro immenso. Già il blocco ed i rallentamenti del traffico hanno causato disagi enormi alla cittadinanza e agli automobilisti che viaggiano tra le due province; una chiusura totale del viadotto non sarebbe sostenibile. Più che di dissesto finanziario, in quel caso parleremmo di un vero e proprio disastro sociale ed economico.
Tutti in carcere come il povero gioielliere! Lui in carcere da innocente, chi dovrebbe starci realmente invece è fuori
Il fronte del fuoco andava bloccato, nel suo avanzare, presso il ponte.
In quel tratto la vegetazione è scarna, ed un restringimento avrebbe potuto dar man forte a chi preposto nell’intervento..
Trovo assurdo che i velivoli per ricaricare acqua dovevano fare chilometri.
In questi casi un pozzo, ed una piscina avrebbero accelerato gli interventi degli elicotteri.
Sempre collegandosi a dei pozzi, un semovente preposto all’irrigazione avrebbe apportato aiuto nella lotta all’avanzare del fronte.
Certo la prevenzione langue, e nessuno ha controllato od è intervenuto, nella realizzazione di fasce tagliafuoco.
Il Parco Monserrato in abbandono, con erba secca e rovi rigogliosi, hanno alimentato il fuoco verso le civili abitazioni..
Il pronto intervento dei VV.FF. ha fermato il fuoco, e messo in sicurezza la zona.
Ma a nessuno e venuto in mente che una scintilla avrebbe scatenato l’inferno nel Parco in abbandono??
Chi ha responsabilità, e non è intervenuto?
Un pugno di volontari del Gruppo Volontari di Modica, nel lontano 1995, con una decina di secchi ed un’autobotte blocco l’avanzar del fuoco sulla Modica-Ragusa.
Il fuoco da giorni assediava la vallata dell’Irminio, e rischiava di saltare la strada.
La consapevolezza che il salto avrebbe consentito al fuoco il suo dilagare sull’altopiano modicano, spinse i volontari a far di meglio.
Io c’ero, come tanti altri validi volontari ma sono andato via…intollerante il lecchinaggio..
A. G. constatata la tua “bravura” è la “conoscenza” sul spegnere un incendio ti domando: MMA PERCHÉ NON CI VAI TU A SPEGNERE QUESTO ROGO???
Sicuramente sei un bla bla punto.
Spero che i tecnici del Comune ascoltino il consiglio di Ciccio e dispongano immediatamente una verifica approfondita della struttura del ponte, affidandola a uno strutturista qualificato.
Nessuno può affermare con certezza che il ponte abbia subito danni, ma nessuno può nemmeno escluderlo senza un’accurata ispezione. Il rogo ha sviluppato temperature elevatissime e, come è noto, il calore intenso può compromettere le caratteristiche meccaniche dell’acciaio d’armatura e del calcestruzzo. La letteratura tecnica e diversi casi reali dimostrano che incendi di questa portata possono rendere necessarie verifiche strutturali approfondite.
Le enormi quantità d’acqua lanciate dai mezzi antincendio erano destinate principalmente a spegnere le fiamme, non a raffreddare in modo uniforme gli elementi portanti del ponte. Proprio per questo motivo è indispensabile accertare, attraverso indagini tecniche, se il calore abbia provocato alterazioni o indebolimenti della struttura.
Ci sono eventi che vengono considerati improbabili… fino al giorno in cui accadono.
Anche il ponte Morandi sembrava destinato a rimanere in piedi per sempre. Nessuno immaginava che potesse crollare, eppure la tragedia ha dimostrato quanto possa essere pericoloso sottovalutare anche i segnali di rischio.
Qui non si tratta di creare allarmismo, ma di applicare il principio di massima precauzione. Se il fuoco ha raggiunto temperature tali da compromettere i ferri d’armatura all’interno dei pilastri o di altri elementi strutturali, le conseguenze potrebbero essere gravissime. Prima di consentire il transito ordinario dopo i lavori di riparazione delle impalcature, ogni dubbio deve essere eliminato con verifiche serie, approfondite e trasparenti.
Quando è in gioco la sicurezza delle persone, la prudenza non è mai eccessiva. Ignorare anche solo il sospetto di un possibile danno strutturale sarebbe un rischio che nessuna amministrazione dovrebbe permettersi di correre.
Ciccio ha dato il suo contributo, ed io mi trovo perfettamente d’accordo con lui.
@ Arazziu;
Io stamani ho fatto il mio sopralluogo, ed ho capito gli errori e le sottovalutazioni fatte sul campo.
Per sua conoscenza, vista l’ignoranza, da militare ho spento il fuoco con gli scarponi e con i cingoli.
Ho fatto parte della Protezione Civile a Modica, da cui mi sono allontanato per la presenza di “prime donne” senza esperienza ne competenza.
Tanti altri ne sono usciti, ed hanno fondato altri ( eccellenti ) gruppi di protezione civile.
Posso anticiparle, che è mia l’idea di un nuovo modo di fare intervento con persone capaci e competenti sul territorio antropizzato locale ( Ever Time H24 ).
Lei non sa cosa sono; “Le fatiche di Ercole” ( ne sentira parlare, a presto )
Per finire, le serve altro?
A. G. mi sembri come Orazio ispettore provato tutto chiacchere e distintivo. Ciauuuu