
Le opposizioni sono pronte a governare. Anzi, stando alle dichiarazioni pronunciate dopo la bagarre parlamentare, potrebbero cominciare già da lunedì. Lo ha dichiarato Mario Turco, vicepresidente del M5s. Giuseppe Conte assicura che l’alternativa esiste, altri esponenti del centrosinistra confermano la piena disponibilità e la caduta del governo Meloni sembra ormai separata soltanto dal fine settimana. Resta un dettaglio, forse considerato secondario: sapere con quale programma governare, con quale coalizione, con quale candidato alla presidenza del Consiglio e sulla base di quali accordi riguardo ai principali problemi del Paese. Poche ore prima, ospite di In Onda, Stefano Bonaccini aveva involontariamente mostrato quanto questo dettaglio sia ancora lontano dall’essere risolto. Sollecitato a spiegare quale alternativa il centrosinistra intenda offrire agli italiani, il presidente del Partito democratico ha alzato il tono molto più di quanto sia riuscito ad alzare il livello delle risposte. È stato combattivo, irritato, a tratti esagitato. Ha ripetuto che bisogna costruire un’alternativa e che non basta parlare male di Giorgia Meloni. Tutto vero. Ma quando gli è stato chiesto in che cosa consista concretamente questa alternativa, la risposta politica è rimasta sostanzialmente vuota. Il paradosso è dunque servito: il centrosinistra si dichiara pronto a governare da lunedì, ma rinvia all’autunno la discussione sul programma con cui dovrebbe farlo. La squadra sarebbe pronta a entrare in campo; mancano soltanto il modulo, il capitano e qualche idea “condivisa” su come giocare la partita.


