
Ragusa, 15 luglio 2026 – Si accende il confronto pubblico sull’installazione temporanea collocata davanti all’ex chiesa di San Vincenzo Ferreri, a Ibla, nell’ambito del festival Barocco & Neobarocco. Un dibattito che, negli ultimi giorni, ha coinvolto residenti, professionisti, osservatori e firme autorevoli del giornalismo locale, sollevando interrogativi sull’impatto visivo dell’opera, sulla sua sicurezza e sulla sua comprensibilità per i visitatori.
In questo clima di forte attenzione civica interviene il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, che richiama la necessità di un confronto trasparente tra istituzioni, progettisti e comunità. “Un’opera d’arte o un’installazione architettonica pubblica inserita nel cuore del nostro patrimonio storico non può essere percepita come un elemento estraneo calato dall’alto”, afferma. “Quando il dibattito si accende in modo così profondo, è compito della politica promuovere un momento di sintesi e di ascolto”.
Le perplessità emerse in città riguardano non solo l’effetto scenico di quella che molti definiscono un vero e proprio “muro”, ma anche aspetti pratici: la stabilità del manufatto, la sua leggibilità per i turisti e la durata della permanenza, prevista fino al 31 ottobre. Firrincieli sottolinea di non voler entrare nel merito estetico dell’opera: “L’arte contemporanea parla spesso attraverso forme non convenzionali e il concetto di ‘bello’ è soggettivo. Ma non possiamo ignorare le tantissime sollecitazioni che arrivano dai cittadini. Se un’opera viene percepita come un ‘muro dell’incomprensione’, se un foglio esplicativo non basta a chiarirne il senso e se emergono dubbi sulla sicurezza, allora significa che c’è un cortocircuito comunicativo che va affrontato”.
Da qui la proposta: un incontro pubblico di chiarimento, aperto alla cittadinanza, da tenersi preferibilmente nell’auditorium di San Vincenzo Ferreri. “Chiedo formalmente – prosegue il consigliere – che l’amministrazione comunale, il comitato organizzatore di Barocco & Neobarocco e l’architetto Gaetano Manganello incontrino la città. È importante che il progettista possa spiegare il significato dell’installazione, le sue intenzioni e il legame con la memoria di Rosario Gagliardi. Un’amministrazione attenta non ignora le critiche: le trasforma in un’occasione di confronto democratico e culturale”. Firrincieli conclude con un appello alla responsabilità condivisa: “Ragusa Ibla merita rispetto, ma merita anche uno spazio pubblico dove cittadini, artisti e istituzioni possano parlarsi e capirsi”.


