
Ragusa, 09 luglio 2026 – Il dibattito di questi giorni sul Parco Nazionale degli Iblei ha riportato al centro dell’attenzione un tema fondamentale per il futuro della nostra provincia.
Per il Movimento 5 Stelle la tutela dell’ambiente non è un tema secondario né una posizione occasionale: è uno dei principi fondanti della nostra identità politica. Crediamo che difendere il patrimonio naturale significhi tutelare la qualità della vita, la salute dei cittadini e il futuro delle nuove generazioni.
Per questo guardiamo con favore all’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei.
In questi giorni abbiamo ascoltato numerose preoccupazioni e riteniamo che meritino rispetto e risposte concrete. Tuttavia, crediamo che il confronto debba partire dai fatti e non dalla paura del cambiamento.
Il Parco degli Iblei è previsto da una legge dello Stato approvata nel 2007. La recente sentenza del TAR ha ribadito che il procedimento non può rimanere fermo e che la Regione è tenuta a concluderlo.
Oggi il tema non è se una legge vigente debba essere applicata oppure no. Chi ritiene che quella legge debba essere abrogata ha tutto il diritto di sostenerlo nelle sedi parlamentari competenti. Ma fino a quando resterà in vigore, le istituzioni hanno il dovere di darle attuazione.
Gran parte dei vincoli richiamati nel dibattito esistono già attraverso il Piano Paesaggistico, la Rete Natura 2000 e gli altri strumenti di tutela ambientale. Il Parco, quindi, non nasce in un territorio privo di regole. La differenza più significativa rispetto alla situazione attuale è il divieto dell’attività venatoria e l’istituzione di un Ente Parco che coordina la gestione del territorio e può programmare interventi e accedere a specifiche opportunità di finanziamento.
La vera sfida è trasformare una tutela già esistente in un’opportunità di sviluppo.
Gli Iblei rappresentano uno dei paesaggi più straordinari della Sicilia. Un patrimonio naturale, agricolo, storico e culturale che può diventare un motore di crescita attraverso un modello di sviluppo fondato sulla qualità, sulla valorizzazione delle produzioni locali, sul turismo sostenibile, sul recupero del patrimonio rurale, sulla ricerca scientifica e sull’educazione ambientale.
In questo quadro, il Parco rappresenterà anche un volano concreto per l’agricoltura di qualità e per la zootecnia del territorio. Non parliamo di un modello che blocca le attività produttive, ma di uno strumento che può rafforzare il valore delle produzioni locali, sostenere le filiere agricole, promuovere marchi territoriali, turismo rurale e nuove opportunità per le aziende che già oggi custodiscono il paesaggio ibleo. Allo stesso modo, è bene chiarire che il Parco non deve essere raccontato come un freno alla zootecnia: le attività di allevamento potranno continuare, nel rispetto delle regole ordinarie, del benessere animale e della tutela ambientale. Non ci sarà alcun divieto sugli allevamenti né sulle razze allevate. Anzi, proprio l’Ente Parco potrà favorire e valorizzare le nostre produzioni tipiche e quelle aziende che fanno del legame con il territorio e la storia locale il loro punto di forza. Trasformare queste realtà in un elemento distintivo degli Iblei significa dare più valore economico al lavoro agricolo e zootecnico, non mortificarlo. Chi racconta questo specifico aspetto in maniera diversa, lo fa in malafede e con finalità che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura e l’economia di questo prioritario e fondamentale settore produttivo.
L’Ente Parco potrà inoltre rappresentare uno strumento importante per coordinare la progettazione territoriale e rafforzare la capacità di accedere ai finanziamenti nazionali ed europei. Le risorse non arrivano automaticamente, ma un territorio organizzato e capace di presentare progetti di qualità ha maggiori possibilità di ottenerle.
Siamo consapevoli che uno dei timori principali riguarda la burocrazia. È una preoccupazione legittima.
Proprio per questo riteniamo che il futuro Ente Parco debba essere costruito con criteri di efficienza, semplificazione e trasparenza. Non serve un nuovo livello amministrativo che rallenti cittadini, imprese e agricoltori. Serve un ente capace di coordinare le competenze, ridurre la frammentazione delle procedure, garantire tempi certi e diventare un punto di riferimento per chi vive e lavora nel territorio.
Un Parco che producesse soltanto nuovi adempimenti sarebbe un fallimento. Un Parco che semplifica, programma, investe e valorizza il territorio può invece diventare uno strumento di crescita per l’intera area iblea.
Crediamo inoltre che la massima trasparenza debba accompagnare tutte le fasi del procedimento. Rendere facilmente accessibili gli atti, le osservazioni e i criteri adottati nelle scelte rappresenta un elemento fondamentale per rafforzare la fiducia dei cittadini.
Noi immaginiamo un Parco costruito insieme alle comunità locali, agli agricoltori, alle imprese, alle associazioni e alle amministrazioni. Un Parco che protegga il patrimonio naturale senza mortificare chi vive e lavora negli Iblei, ma che anzi faccia della qualità ambientale uno dei principali motori dello sviluppo economico del territorio.
Per il Movimento 5 Stelle ambiente e sviluppo non sono due obiettivi contrapposti. La vera sfida è costruire uno sviluppo che crei lavoro, attragga investimenti e valorizzi le nostre eccellenze senza consumare il patrimonio naturale che rende unici gli Iblei.


