
Ragusa, 09 luglio 2026 – L’Ente bilaterale del terziario di Ragusa comunica alle imprese e ai lavoratori del comparto dell’area iblea che l’Inps, con messaggio del 24 giugno scorso, ha fornito indicazioni in merito alle richieste di integrazione salariale in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa a causa di caldo eccessivo. Le indicazioni riguardano sia i datori di lavoro che possono richiedere il trattamento ordinario di integrazione salariale (Cigo) sia i datori di lavoro che possono richiede l’assegno di integrazione salariale al Fondo di integrazione salariale (Fis).
In caso di sospensione lavorativa disposta da un’ordinanza della pubblica autorità, è possibile effettuare la richiesta utilizzando la causale “sospensione o riduzione dell’attività per ordine di pubblica autorità per cause non imputabili all’impresa o ai lavoratori”. In caso di caldo eccessivo che non consenta il regolare svolgimento delle attività lavorative, resta ferma anche la possibilità di richiedere le integrazioni salariali con causale “evento meteo” per “temperature elevate”.
“La prestazione di integrazione salariale – spiega il presidente Gregorio Lenzo a nome del consiglio direttivo dell’Ebt Ragusa – è generalmente riconosciuta per temperature superiori a 35 °C, tenendo conto anche della temperatura “percepita”. Le richiamate indicazioni valgono anche con riferimento alle lavorazioni al chiuso, quando le stesse non possano beneficiare di sistemi di ventilazione o raffreddamento per circostanze imprevedibili e non imputabili al datore di lavoro o nei casi in cui l’utilizzo dei predetti sistemi non sia compatibile con le lavorazioni stesse”. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ebt Ragusa al numero telefonico 0932.622522.



1 commento su “Caldo eccessivo, Ebt Ragusa spiega come inoltrare all’Inps le richieste di integrazione salariale per sospensione o riduzione dell’attività lavorativa”
Ecco, qualcuno dall’alto decide se è permesso o meno andare a lavorare in base alla temperatura.
Temperatura misurata dove, come e con quale apparecchiatura?
E la temperatura percepita in base a cosa, che ognuno ha una percezione diversa.
E come mai tutto questo se statisticamente a livello globale vi sono più morti per il freddo che per il caldo, nella misura del 90% contro il 10%?
Quindi dopo millenni, l’uomo ha bisogno dell’autorità per capire se può andare o meno a lavorare, bevendosi spiegazioni non comprovate, solo perché lhanno detto loro.
Ubbidite, servi.