
Ragusa, 09 luglio 2026 – La vicenda degli ultimi giorni in Consiglio comunale ha mostrato una serie di criticità che, come opposizione, non è possibile ignorare. L’approvazione dei debiti fuori bilancio iscritti alla lettera A – atti che il Consiglio è obbligato a riconoscere e che nessuno ha mai messo in discussione – è arrivata soltanto alla terza seduta, dopo che le prime due erano cadute nel nulla. «Il debito era legittimo e doveva essere approvato, nessuno ha mai negato questa evidenza», sottolinea il consigliere Sergio Firrincieli. «La nostra assenza al voto non è stata un venir meno al senso di responsabilità, ma la conseguenza di un comportamento istituzionale che riteniamo irrispettoso verso il Consiglio comunale».
Firrincieli ricorda che già nella precedente seduta consiliare era emersa una prescrizione dei revisori dei conti ritenuta “inedita” o comunque mai posta sotto attenzione prima. «Proprio per questo avevamo chiesto di rinviare la seduta e convocare nuovamente i revisori, affinché ci fornissero le spiegazioni necessarie». Tuttavia, quando la seduta si è riaperta martedì, i revisori non erano presenti. «Ho chiesto al presidente del Consiglio se avesse comunicato loro la necessità della presenza, se avesse chiesto una giustificazione per l’assenza e se avesse verificato che fossero stati informati del rinvio precedente. Non abbiamo ricevuto risposte chiare».
Nel dibattito è stato chiarito che i revisori non hanno l’obbligo formale di partecipare alle sedute, ma hanno comunque il dovere di assistenza e collaborazione con il Consiglio comunale. «Riteniamo che questo principio sia venuto meno. Non comprendiamo le ragioni di un’assenza che ormai è diventata una consuetudine, soprattutto quando si discutono materie delicate come i debiti fuori bilancio», afferma Firrincieli. «Senza spiegazioni da parte dei revisori, si aprono inevitabilmente dubbi e supposizioni: mancanza di controllo, omissioni, responsabilità amministrative? Anche il sindaco, nel suo intervento fuori sacco, che il regolamento non prevedeva, ha inevitabilmente avanzato ipotesi».
Il consigliere evidenzia come, durante la seduta, si sia parlato molto del senso di responsabilità dei consiglieri, ma poco – o nulla – della responsabilità dei revisori dei conti. «La cosa che ci ha ferito maggiormente è stata la mancanza di rispetto verso il Consiglio comunale. A puntuali sollecitazioni rivolte al presidente del Consiglio e al sindaco non sono arrivate risposte adeguate, come se il Consiglio fosse chiamato soltanto a ratificare atti senza avere il diritto di comprenderne le motivazioni».
La decisione di lasciare l’aula prima del voto è stata quindi una scelta politica precisa. «Non siamo usciti per mancanza di responsabilità, ma perché chi ha il dovere di far rispettare il Consiglio comunale non si è preoccupato di farlo», dichiara Firrincieli. «Il presidente del Consiglio e il sindaco non hanno garantito il rispetto dovuto all’organo consiliare. In queste condizioni, non potevamo avallare un metodo che svilisce il ruolo del Consiglio e impedisce ai consiglieri di esercitare pienamente le proprie funzioni». Firrincieli conclude ribadendo un principio fondamentale: «Il debito fuori bilancio era legittimo e doveva essere approvato, ma il Consiglio comunale non può essere considerato come un semplice organismo passacarte. Difendere la dignità dell’aula significa difendere la trasparenza e la correttezza dell’azione amministrativa».


