
Continua la corsa dei prezzi dei carburanti in Sicilia, dove benzina e gasolio risultano oggi più cari della media nazionale. L’ennesimo incremento alla pompa arriva proprio all’inizio della stagione delle partenze estive e rischia di gravare pesantemente sui bilanci delle famiglie, dei pendolari, delle imprese e di tutti i cittadini che si spostano quotidianamente nell’Isola.
Secondo l’elaborazione del Codacons su dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), aggiornata al 7 luglio 2026, il prezzo medio della benzina self in Sicilia è pari a 1,856 euro al litro, mentre il gasolio self raggiunge 1,938 euro al litro. A livello nazionale la benzina si attesta a 1,852 euro al litro e il gasolio a 1,935 euro al litro, confermando come nell’Isola il rifornimento continui a costare di più rispetto alla media italiana.
Sulla rete autostradale il quadro è ancora più pesante. Secondo l’elaborazione del Codacons su dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), la benzina self raggiunge una media di 1,940 euro al litro, mentre il gasolio self sale a 2,012 euro al litro, superando la soglia dei 2 euro al litro proprio nel periodo delle partenze estive. Un andamento che appare difficilmente comprensibile se si considera che le quotazioni internazionali del petrolio restano sensibilmente inferiori rispetto ai picchi registrati nei mesi scorsi, circostanza che avrebbe dovuto favorire una maggiore stabilità dei prezzi alla pompa.
Il Codacons evidenzia come i listini alla pompa continuino a crescere nonostante le quotazioni internazionali del petrolio restino sensibilmente inferiori rispetto ai livelli registrati nei mesi di maggiore tensione sui mercati energetici. Una dinamica che richiede la massima attenzione e controlli puntuali per garantire la piena trasparenza nella formazione dei prezzi lungo l’intera filiera.
“I consumatori siciliani non possono continuare a subire rincari che incidono quotidianamente sul costo della mobilità e che finiscono inevitabilmente per riflettersi anche sui prezzi di beni e servizi – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons –. È indispensabile verificare con attenzione la formazione dei prezzi praticati alla pompa e accertare che ogni aumento sia realmente giustificato dall’andamento del mercato, contrastando qualsiasi fenomeno speculativo che penalizzi famiglie e imprese.”
Il Codacons chiede il rafforzamento dei controlli sulla rete distributiva, un monitoraggio costante dell’andamento dei listini e l’adozione di tutte le misure necessarie a garantire la tutela dei consumatori, soprattutto in un periodo come quello estivo caratterizzato da un forte incremento degli spostamenti.



2 commenti su “Sicilia. Carburanti ancora più cari della media nazionale. Codacons denuncia l’ondata di rialzi”
A malta benzina 1,34 e diesel 1,21. Come nulla fosse mai accaduto dal 2022.
Qualcuno spiega?
Ad ogni modo un sentito ringraziamento a Zelensky che ci ha distrutto il nord stream, ed ai suoi accoliti di casa nostra, e a nethanyahu per aver previsto il futuro attaccando l’iran e prendendola noi in quel posto.
Grazie a tutti i fessi che se la bevono, si vede che sono ricchi.
La solita recita, sono dieci anni che paghiamo il carburante più caro d’Italia, soprattutto nella provincia di Ragusa.
Il petrolio a 70 $ il barile, e i prezzi alla pompa in Italia non scendono. SONO DEI L…….I. L’importante finanziare il cocainomane ucraino, e comprare gas e petrolio dove costa cinque volte di più.
Gli americani ci prendono a calci in kulo, e gli attori da circo gli leccano ancora il kulo.
Questo spetta ai servi privi di dignità.