Violenza di genere: il progetto “Scontrino ZeroMolestie Sinalp” diventa nazionale e parte dalla Sicilia

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Catania, 05 luglio 2026 – Un gesto quotidiano e ordinario come ricevere uno scontrino commerciale può trasformarsi in un potente strumento di salvataggio e sensibilizzazione. È questa l’essenza del progetto “1522 – Scontrino ZeroMolestie Sinalp”, l’iniziativa nata in Sicilia che sta registrando un’importante espansione istituzionale, estendendosi progressivamente su scala nazionale. Il progetto ha compiuto un passo decisivo grazie alla Città Metropolitana di Catania, che ha deliberato l’integrazione di altri 58 comuni del proprio territorio. Questa massiccia adesione va a consolidare un sistema di prevenzione già forte dei protocolli siglati con i 21 comuni della provincia di Siracusa e i 12 della provincia di Ragusa. Con il prossimo completamento delle adesioni per le province di Caltanissetta, Enna e la città di Gela, l’iniziativa si attesta come uno dei più estesi sistemi territoriali di contrasto alla violenza di genere attualmente attivi in Italia. L’efficacia del modello risiede nella sua immediata semplicità: stampare il numero nazionale antiviolenza 1522 direttamente sugli scontrini emessi dagli esercenti partner. In questo modo, la rete dei commercianti diventa un presidio informativo costante e discreto, capace di raggiungere capillarmente i cittadini nella loro quotidianità. Come mostrato nell’immagine ufficiale, il successo dell’iniziativa si basa su una forte sinergia tra le istituzioni, le forze dell’ordine e il tessuto associativo locale, tutti uniti sotto il cartello del sistema antiviolenza in rete S.T.A.R. – Zero Molestie Sinalp. Nato come sperimentazione locale, il modello ha dimostrato una maturità tale da superare i confini regionali. L’adozione del progetto in altre regioni italiane sancisce il ruolo della Sicilia come territorio guida e vero e proprio “laboratorio di civiltà”. La collaborazione tra enti locali (tra cui i sindaci e i vertici della Città Metropolitana di Catania), associazioni di categoria come Confcommercio e le rappresentanze sindacali dimostra che unire le forze è l’unica via per trasformare un protocollo d’intesa in uno scudo concreto a tutela di tutte le donne.

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