
Ragusa, 15 maggio 2026 – «Sono ormai trascorsi cinque anni da quando ho personalmente ingaggiato la battaglia per Passo Marinaro e Randello Magghialonga con l’obiettivo di garantire sicurezza e legalità in un tratto di costa troppo spesso abbandonato a sé stesso». Così il consigliere comunale di Ragusa Sergio Firrincieli interviene sulla situazione della sbarra di accesso alla zona di Randello Magghialonga, tornata al centro delle polemiche dopo le recenti manomissioni denunciate da alcuni residenti.
Firrincieli ricorda che la richiesta di installare la sbarra nacque per impedire accessi abusivi, soprattutto da parte di non residenti, e per contrastare azioni delittuose e traffici illeciti che, in passato, si sarebbero verificati lungo quel tratto di spiaggia, particolarmente isolato nei mesi invernali. «In quel periodo – spiega – riuscimmo a ottenere anche la recinzione del costone a otto metri dal limite, per evitare il rischio di cedimenti e tutelare la sicurezza dei cittadini. Tuttavia, mentre molti residenti sostengono la necessità della sbarra, altri la osteggiano, invocando un accesso libero. Ma dobbiamo chiederci chi realmente ha interesse a mantenere un passaggio incontrollato in un’area che, d’inverno, diventa terra di nessuno».
Il consigliere sottolinea che la sbarra, inizialmente alimentata da un contatore privato intestato a un residente, doveva essere resa autonoma attraverso l’installazione di una centralina fotovoltaica e un sistema di videosorveglianza. «Oggi – aggiunge – raccogliamo l’urlo di dolore del signor Tonino Di Stabile, che ha denunciato pubblicamente la manomissione del contatore e il sabotaggio della sbarra. È inaccettabile che un cittadino debba subire danni per aver collaborato con le istituzioni».
Firrincieli chiede che l’amministrazione comunale intervenga con urgenza: «Serve ripristinare il funzionamento regolare della sbarra, come previsto dall’ordinanza sindacale del 2020, e rendere il sistema indipendente da qualsiasi apporto privato. Il Comune deve rifondere le spese sostenute dal residente e installare dispositivi di controllo – telecamere, video-trappole – per individuare i responsabili delle manomissioni. Randello Magghialonga è territorio di Ragusa e deve tornare alla legalità».
Il consigliere conclude ribadendo che la sicurezza e il rispetto delle regole non possono essere oggetto di compromesso: «Non si tratta di limitare la libertà di accesso, ma di proteggere il territorio e i cittadini da chi, approfittando dell’isolamento, agisce nell’illegalità».


