Scicli, il libro dei sogni: “Non servono milioni, serve la testa”

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SCICLI, 09 Maggio 2026 – A Scicli succede una cosa curiosa: invece di parlare di ciò che si può fare domani mattina, c’è chi preferisce salire in cattedra e annunciare con tanta prosopopea la realizzazione di un parquet al Geodetico (obsoleto e fuori norma) e di una piccola tribuna con relative opere di ristrutturazione dei servizi igienico-sanitari al campo sportivo “Ciccio Scapellato”. Progetti utili, per carità, ma ci vuole altro. 

A dichiararlo è l’ex assessore del Comune di Scicli, Guglielmo Scimonello, che aggiunge: “Ma qui sembra diventato un modo elegante per non decidere nulla.
Perché poi, quando si scende dalle parole ai fatti, il silenzio è assordante.
Ce ne fosse uno che dica: dobbiamo restituire ai donnalucatesi, il palazzetto tensostatico di Contrada Fabiano-Dammusi.”
“Favoriamo – prosegue Scimonello – davvero l’apertura della Villa Comunale e rendiamola fruibile e accessibile a tutti.
Pensiamo seriamente a un progetto per mettere in sicurezza l’incrocio di Via Ospedale, angolo Via Colombo, e rendiamolo sicuro a cittadini e automobilisti.
Rendiamo Scicli bella e pulita, che faccia esclamare: “che bella citta”.
Partiamo da qui.
Idee concrete, misurabili, visibili.
E invece no.
Si parla di bandiera blu… e poi?
Vai lì e non trovi servizi adeguati e degni di questo nome.
Più che un invito a fermarsi, sembra una prova di sopravvivenza tra alghe e precarieta’ .
Turismo? Certo che è possibile.
Ma serve qualcuno che dica “facciamo così”, non “vedremo”.
Cultura?
Mancano le idee per promuovere il territorio come paradiso del cibo e del vino, creando un legame forte tra cultura, cibo e turismo.
È questa la visione dei politici nostrani?
Nel frattempo – ribadisce Scimonello – la città resta disadorna, sporca, senza un fiore. All’ingresso della città non c’è nemmeno un “Benvenuti a Scicli” che ti faccia sentire arrivato in un luogo che ha qualcosa da raccontare, che si presenta adeguatamente.
Il punto è semplice: meno statisti, più amministratori.
Meno parole, più scelte.
Perché qui il rischio è che il “libro dei sogni” continui a riempirsi… mentre la realtà resta ferma alla prima pagina.
Il problema è che i sogni non trattengono le persone. I fatti sì.
Non servono milioni, serve la testa – termina Guglielmo Scimonello”.

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