Decoro Urbano: “Se l’ordinanza non basta a curare l’anima della Città di Modica”

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MODICA, 30 Aprile 2026 – Arriva un’ordinanza urgente, una di quelle che non lasciano spazio a interpretazioni. Il Sindaco ha parlato chiaro: i proprietari di locali commerciali sfitti devono garantire pulizia e ordine. Chi non si adegua rischia una sanzione che va da 25 a 500 euro.

“Tuttavia, nel calore del dibattito che è seguito – dice Antonio Ruta de L’Alternativa Socialista –  emerge una voce che non si può e non si deve ignorare. È la voce di chi punta il dito verso Palazzo di Città: come può il Comune legiferare sul decoro altrui mentre lascia che le panchine pubbliche marciscano nell’incuria? Sorge spontanea una domanda, tanto scomoda quanto necessaria: com’è che siamo arrivati a un punto in cui serve la minaccia di una multa per tenere pulita una vetrina? Com’è che bisogna gridare allo scandalo per far riparare una panchina”?

La risposta, forse, si nasconde dietro un mostro più insidioso del degrado fisico: la crisi della cultura del vivere insieme.

“La vetrina è sporca perché qualcuno l’ha imbrattata, incurante della proprietà altrui. La panchina è rotta perché qualcuno ne ha fatto un uso improprio. La vetrina resta sporca perché il proprietario non si sente più parte della comunità oltre la propria soglia. La panchina resta rotta per l’inerzia di chi avrebbe il dovere — e i mezzi — di intervenire”.

“La responsabilità, guardata nella sua interezza, è sempre collettiva.”

È una trappola antica quella di colpevolizzare l’altro per sentirsi in regola con la propria coscienza. Ognuno di noi abita questa città, la attraversa ogni giorno, e contribuisce — nel bene e nel male — a renderla quello che è.

“Il nostro appello è rivolto a tutti: proprietari, amministratori, cittadini. Rimboccatevi le maniche. Non servono nuovi problemi che si sommino ai vecchi in una catena senza fine; servono azioni concrete, mirate, capaci di sciogliere i nodi davvero. Una comunità ha senso solo  se il benessere che persegue è generale, autentico e accessibile a tutti. Per costruirlo non c’è più spazio per le furbizie, nemmeno per quelle ammantate di buone intenzioni. È tempo di maturità. È tempo di un cambio di visione profondo. Ma soprattutto: è l’ultima chiamata”.

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1 commento su “Decoro Urbano: “Se l’ordinanza non basta a curare l’anima della Città di Modica””

  1. Dico ad Antonio Ruta che per attuare le sue proposte (ma anche altre ugualmente prioritarie) ci sarebbe bisogno di………..un sindaco e una giunta!
    Di persone “visionarie”, libere da lacci e lacciuoli, competenti, autorevoli ed esemplari anche nei loro comportamenti privati.
    Per Modica serve la cura da cavallo, con l’aspirina non si guarisce

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