
MODICA, 04 Aprile 2026 – Il volto della legalità ha spesso i tratti di chi, nel silenzio del dovere quotidiano, ha vissuto la storia sulla propria pelle. Tra le voci più toccanti del docufilm “Paolo vive”, diretto dalla regista Debora Scalzo e dedicato alla memoria del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta, emerge la testimonianza di un modicano: il Sovrintendente della Polizia di Stato, Giovanni La Perna.
Oggi in servizio presso il Commissariato di Modica, all’epoca della terribile strage di Via D’Amelio, La Perna prestava servizio a Palermo. Quel tragico 19 luglio 1992, fu tra i primissimi agenti ad arrivare sul luogo dell’esplosione, trovandosi di fronte a uno scenario apocalittico che avrebbe segnato per sempre la storia d’Italia e la sua carriera professionale.
Nel documentario, La Perna ripercorre quei momenti con la lucidità di chi non può dimenticare, offrendo un contributo fondamentale per ricostruire l’impatto umano e professionale di quei giorni bui, ma anche la forza di reazione delle istituzioni.
Il docufilm, uscito nelle sale il 19 ottobre 2024 e attualmente disponibile sulla piattaforma Prime Video, punta a una distribuzione internazionale per far conoscere la storia di Paolo Borsellino ben oltre i confini nazionali. Attraverso filmati d’epoca e interviste inedite, l’opera di Debora Scalzo non si limita alla commemorazione, ma si pone un obiettivo civile ambizioso: promuovere i valori della legalità tra le nuove generazioni.
La partecipazione di Giovanni La Perna conferisce al progetto un valore aggiunto di autenticità. La sua testimonianza funge da ponte tra il passato e il presente, trasformando il ricordo individuale in patrimonio collettivo.
Come sottolineato nel documentario, “Paolo vive” non è solo un titolo, ma un monito: l’esempio di coraggio del magistrato e degli agenti della scorta continua a camminare sulle gambe di chi, come il Sostituto Commissario La Perna, continua a servire lo Stato con lo stesso spirito di sacrificio. “Raccontare la verità di quei momenti è un dovere verso chi non c’è più e una necessità per chi verrà dopo di noi.” Il docufilm rappresenta oggi uno strumento didattico e sociale prezioso, portando la testimonianza di chi “c’era” direttamente nelle case di milioni di spettatori, mantenendo vivo il fuoco di quella speranza che Paolo Borsellino ha lasciato in eredità.


