Caso “Finti Volontari” a Ragusa: Il PD diffonde la lettera shock di un ex operatore

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Ragusa, 11 Marzo 2026 – Il caso dei cosiddetti “finti volontari” al Comune di Ragusa assume contorni sempre più netti e amari dopo la diffusione, da parte della segreteria cittadina del Partito Democratico, della lettera inviata da un ex operatore che ha vissuto in prima persona le dinamiche di questo sistema. La testimonianza, resa in forma anonima per ovvie ragioni di tutela ma condivisa integralmente dai vertici Dem, squarcia il velo su una gestione dei servizi pubblici che sembra aver sistematicamente confuso il valore del volontariato con la necessità di manovalanza a basso costo.

Le parole dell’ex operatore colpiscono per la durezza del giudizio rivolto all’Amministrazione, colpevole a suo dire di non aver fornito risposte concrete durante l’ultimo Consiglio comunale, preferendo rifugiarsi in narrazioni personali piuttosto che affrontare il tema della dignità calpestata di chi ha garantito per anni l’apertura di siti culturali e sportivi. La denuncia evidenzia una realtà fatta di persone sfruttate e sottopagate che, sotto lo schermo formale dell’associazionismo, hanno permesso al Comune di vantare servizi gratuiti o a basso costo, nascondendo, però, una cronica fragilità amministrativa.

Particolarmente incisiva è la riflessione sulla Biblioteca Comunale, descritta non come un centro pulsante di cultura e inclusione, ma come una “scatola vuota” ridotta a mero parcheggio o aula studio con orari irrisori. Secondo la lettera, limitare la funzione di una biblioteca alla sola messa a disposizione di tavoli e sedie, impedendo l’accesso ai prestiti o agli spazi dedicati ai più piccoli, significa svuotare di senso l’istituzione stessa. Il messaggio è chiaro: solo attraverso la conoscenza e lo studio si può sviluppare la coscienza critica necessaria per combattere sistemi di gestione opachi.

Il quadro che emerge non è solo un problema di regolarità burocratica, ma un vero e proprio corto circuito sociale. L’ex volontario sottolinea come, una volta venuto meno questo precario equilibrio, l’Amministrazione stia ora chiedendo sforzi supplementari ai dipendenti comunali di ruolo, spesso utilizzando lo strumento dell’ordine di servizio per sopperire a carenze che il sistema dei “volontari” aveva tamponato per anni.

Il Partito Democratico, nel fare propria questa denuncia, sottolinea come dietro le cifre e le delibere ci siano storie umane di aspettative tradite. La segreteria cittadina ribadisce che la vicenda non può essere liquidata con leggerezza o con semplici giustificazioni politiche, ma richiede un’assunzione di responsabilità che passi attraverso la chiarezza totale e, dove necessario, le dimissioni di chi ha ideato e mantenuto in vita questo meccanismo di gestione del personale ai margini della legalità e dell’etica lavorativa.

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