Consiglio comunale, seduta lineare tra polemiche e mozioni approvate all’unanimità

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Modica, 24 febbraio 2026 – Si è svolto in modo complessivamente lineare l’ultimo Consiglio comunale di Modica, pur tra momenti di tensione politica. La seduta si è aperta con il giuramento del neo consigliere Angelo Spadaro, subentrato dopo le dimissioni di Michelangelo Aurnia ed aderente al gruppo “Radici Iblee”, vicino all’on. Ignazio Abbate. Con 21 presenti iniziali, poi tornati a 24, è stato garantito il numero legale. Il confronto si è acceso subito sulla composizione delle commissioni, in particolare sulla Commissione Bilancio, rimasta con un componente in meno. Paolo Nigro ha sollevato dubbi sulla mancata nomina del sostituto, mentre il segretario generale ha chiarito che le commissioni possono operare purché sia assicurato il numero legale e la rappresentanza della minoranza. Ivana Castello ha contestato le modalità di nomina dei componenti, ritenute non conformi allo spirito della legge, chiedendo una revisione alla luce della nuova geografia politica dell’aula. Nel clima di polemica, Corrado Roccasalvo (Forza Italia) ha annunciato dimissioni “provocatorie” dalla propria commissione, seguito da Giorgio Civello e Rita Cascino (Voce Libera), per sollecitare coerenza rispetto alle accuse di illegittimità rivolte alle commissioni. Superata la fase più tesa, il Consiglio ha proceduto all’elezione della Commissione d’inchiesta istituita il 2 febbraio 2026. Su invito della presidente, Mariacristina Minardo, ogni capogruppo ha indicato il proprio candidato e si è, quindi, proceduto al suffragio. Con votazione palese e unica, sono stati eletti Neva Guccione, Corrado Roccasalvo, Giorgio Civello, Giovanni Spadaro, Ivana Castello, Elena Frasca, Rita Floridia e Miriam Franzò: 23 presenti e 23 voti favorevoli. In chiusura sono state approvate all’unanimità tre mozioni: una sulla targa commemorativa del 2 gennaio (in parte già attuata), poiché l’amministrazione aveva già deliberato in merito, una sullo sdoganamento dei prodotti agricoli a tutela del Made in Italy, proposta da Coldiretti, e una sulla “rottamazione quinquies”.  Alle 22 circa, esauriti tutti i punti all’ordine del giorno, la presidente ha dichiarato chiusa la seduta.

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