Cimitero di Modica, l’appello del Comitato: “Basta proclami, serve un Ente Morale per i colombari”

Antonio Ruta lancia una proposta in due punti per uscire dall'immobilismo: revoca delle vecchie concessioni e una nuova gestione per il Patrimonio Unesco
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MODICA, 22 Febbraio 2026 – Lo stato di degrado dei colombari al Cimitero di Modica continua a far discutere, alimentando un coro di proteste che finora sembra essere rimasto inascoltato. Nonostante i solleciti di cittadini e associazioni, la situazione di pericolo persiste, incastrata tra le maglie di un’amministrazione comunale che – secondo il Comitato L’Alternativa Socialista rappresentato da Antonio Ruta – parrebbe nascondersi dietro lo scudo del dissesto finanziario per giustificare l’inerzia.

Per uscire dall’impasse, il Comitato non si limita alla critica, ma avanza una strategia concreta basata su due direttrici principali: applicare il DPR 285/1990 per revocare le concessioni rilasciate in passato a enti o associazioni che oggi non esistono più. Senza un referente giuridico, queste strutture restano in un limbo che ne impedisce il recupero;  una nuova figura giuridica che abbia nel proprio Statuto obiettivi chiari, reperire fondi per la demolizione e ricostruzione delle strutture fatiscenti;  garantire una degna sistemazione alle salme attualmente ospitate nei colombari degradati; assicurare il diritto alla sepoltura anche a chi non ha possibilità economiche (equità sociale); curare la manutenzione del Cimitero Monumentale, un bene che è anche Patrimonio Unesco.

L’Alternativa Socialista è chiaro: la cura dei defunti non è un accessorio, ma un pilastro della civiltà. “Avere cura dei propri defunti è un dovere etico – scrive Ruta, sottolineando come il rispetto per il passato sia la base per scommettere sul futuro della comunità.

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