
RAGUSA / MODICA, 17 Febbraio 2026– La vicenda giudiziaria legata al piccolo Vittorio Fortunato, il neonato abbandonato e poi “ritrovato” in una messa in scena che ha dell’incredibile, è arrivata a una svolta definitiva. Il giudice Giovanni La Terra ha dichiarato chiusa l’istruttoria dibattimentale, rigettando tutte le ultime istanze presentate dalla difesa e fissando la discussione finale per il prossimo 13 marzo 2026.
La strategia della difesa puntava a riaprire i giochi su due fronti caldi: la capacità di intendere e volere: era stata richiesta una nuova perizia psichiatrica sulla madre biologica, nel tentativo di dimostrare un deficit di lucidità al momento dell’abbandono e, di conseguenza, ridimensionarne la responsabilità penale.
Gli avvocati avevano sollecitato un nuovo esame per due testimoni, figure sospettate di aver aiutato il padre biologico a organizzare il finto ritrovamento del bambino.
Tuttavia, il Giudice ha ritenuto il quadro probatorio già acquisito chiaro e sufficiente, giudicando superflui ulteriori approfondimenti.
Il caso di Vittorio Fortunato non è solo un fascicolo giudiziario, ma una ferita aperta nel tessuto sociale. La ricostruzione dei fatti ha svelato una trama complessa: un abbandono iniziale seguito da un ritrovamento pilotato, orchestrato per simulare un atto di eroismo e nascondere la reale identità dei genitori.
Con la chiusura dell’istruttoria, cala il sipario sulla fase di raccolta prove. Ora la parola passa alla Procura per la requisitoria e, infine, al collegio giudicante per la sentenza.
Il calendario giudiziario è ormai tracciato: 13 Marzo 2026 la discussione finale delle parti (accusa, parti civili e difesa), a seguire Camera di consiglio e lettura del dispositivo.
Dopo anni di indagini, perizie e testimonianze, la giustizia si appresta a scrivere la parola “fine” su questa dolorosa pagina di cronaca, definendo una volta per tutte le responsabilità di chi ha tradito il legame più sacro, quello tra genitori e figli.





