Tributi locali a Modica, il PD chiede la “rottamazione”: Spadaro interroga l’Amministrazione

sanzioni e interessi addio: la Legge di Bilancio 2026 apre alla sanatoria per IMU e TARI. Il consigliere dem: «Un’occasione per cittadini in difficoltà e per le casse comunali»
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MODICA, 10 Febbraio 2026 – Mentre il dibattito sulla pressione fiscale resta al centro dell’agenda politica nazionale, a Modica il Partito Democratico muove un passo concreto per dare respiro ai contribuenti locali. Il consigliere comunale Giovanni Spadaro ha infatti depositato un’interrogazione indirizzata al Sindaco, chiedendo ufficialmente l’attivazione della “rottamazione locale” dei tributi.

La recente Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una possibilità preziosa per gli Enti Locali: la facoltà di approvare una definizione agevolata per i debiti relativi a IMU, TARI, multe stradali e altri tributi minori. A differenza delle passate sanatorie centralizzate, questa misura non è automatica: spetta al Consiglio Comunale decidere, tramite apposita delibera, se e come applicarla.

La proposta di Spadaro punta a un equilibrio tra rigore e pragmatismo. “L’obiettivo è favorire chi ha accumulato arretrati per difficoltà economiche o inadempimenti incolpevoli”, spiega il consigliere del PD.

Secondo Spadaro, una regolamentazione attenta permetterebbe di ridurre il numero di liti legali tra Comune e cittadini, incassare somme che, a causa di sanzioni e interessi elevati, risulterebbero altrimenti irrecuperabili ed escludere dai benefici le ipotesi di evasione di rilevante entità, concentrandosi sulla riscossione effettiva.

L’iniziativa si muove sul solco delle indicazioni della Corte dei Conti (Deliberazione n. 22/2023), che ha dato il via libera a simili operazioni a patto che non compromettano l’equilibrio finanziario dell’Ente (Art. 162 TUEL). Per Spadaro, la rottamazione non è un “regalo”, ma uno strumento di efficientamento per ripulire i bilanci da residui attivi ormai virtuali.

L’interrogazione punta a fare chiarezza su tempi e modi. Spadaro chiede all’Amministrazione di uscire allo scoperto su tre punti chiave: la volontà politica di aderire alla misura con una delibera di Consiglio, il perimetro dell’intervento, ovvero quali tributi e quali anni di imposta saranno coinvolti, la macchina organizzativa, per capire come i cittadini potranno presentare istanza e quali saranno i termini ultimi.

“È una scelta di buon senso che tiene insieme la tenuta dei conti e il sostegno sociale”, conclude il consigliere. La palla passa ora alla giunta e al prossimo Consiglio comunale, dove l’atto verrà discusso.

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