
Acate, 08 febbraio 2026 – Una scelta maturata nel tempo e ora resa ufficiale, senza ambiguità. Gianfranco Fidone, sindaco di Acate, prende definitivamente le distanze dalla Democrazia Cristiana. La tessera di partito non è stata rinnovata e non lo sarà in futuro: una decisione che va ben oltre l’aspetto formale e assume un chiaro significato politico. Alla base della rottura ci sono le recenti vicende che hanno coinvolto i vertici del partito e il suo leader, Totò Cuffaro. Pur ribadendo una posizione garantista, Fidone non nasconde il proprio disagio: «Da ipergarantista quale sono, auspico che chi è accusato possa dimostrare la propria innocenza. Tuttavia, lo scenario che è emerso è lontano mille miglia dalla mia idea di politica. Per questo ho ritenuto doveroso prenderne le distanze». Per il primo cittadino, il progetto politico che lo aveva spinto ad aderire alla DC si è ormai esaurito: «Non lascio la Democrazia Cristiana – chiarisce – credo piuttosto che sia stata la DC ad abbandonare chi aveva creduto in quel percorso. È un’esperienza che considero definitivamente conclusa». Se si interrompe il rapporto con il partito, resta invece saldo il legame politico e umano con l’Onorevole Ignazio Abbate. Fidone distingue nettamente tra le dinamiche della sigla di partito e le alleanze costruite sul territorio: «Il mio rapporto con Ignazio è forte e prescinde completamente dalle vicende della DC. Sono convinto che saprà costruire un percorso capace di valorizzare la classe politica che si è riconosciuta intorno a lui». Infine, il sindaco rivendica la propria identità di amministratore prima ancora che di politico: un “sindaco prestato alla politica”, per il quale l’impegno pubblico deve restare un servizio e non trasformarsi in una professione o, peggio, in un’ossessione.





