
Negli ultimi mesi il Partito democratico ha attaccato duramente la riforma della giustizia proposta dal governo e dal ministro Carlo Nordio. Secondo il Pd, questa riforma sarebbe sbagliata, pericolosa e dannosa per l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Il punto curioso – ed è qui che nasce il paradosso – è che molte delle misure oggi contestate erano state previste, sostenute o considerate necessarie dallo stesso Pd tra il 2021 e il 2022, quando il partito faceva parte della maggioranza che appoggiava il governo Draghi. Quali sono i punti principali della riforma Nordio? La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri per ridurre l’ambiguità di ruoli e rafforzare l’imparzialità; la limitazione dell’uso della custodia cautelare per evitare che il carcere preventivo diventi una forma di anticipo della pena; la riduzione del peso delle correnti nella magistratura, con l’obiettivo dichiarato di rendere il sistema più trasparente; il rafforzamento delle garanzie per gli indagati, soprattutto nella fase iniziale delle indagini. Temi che, negli anni scorsi, venivano indicati anche da esponenti del centrosinistra come nodi da affrontare per migliorare il funzionamento della giustizia. Oggi però il Pd contesta quegli stessi punti, sostenendo che: la separazione delle carriere indebolirebbe l’autonomia della magistratura; la stretta sulla custodia cautelare favorirebbe i criminali; la riforma nel suo insieme ridurrebbe l’efficacia dell’azione penale; il governo starebbe portando avanti una visione “punitiva” verso i magistrati. Critiche forti, che dipingono la riforma come uno stravolgimento dell’equilibrio costituzionale. Un cambio di giudizio difficile da spiegare, essendo, le stesse misure considerate oggi inaccettabili, state giudicate nel 2021-2022, almeno discutibili non rispetto a dettagli marginali, ma all’impianto stesso di una riforma auspicabile. Perché attaccare come pericoloso ciò che prima veniva presentato come necessario? Dov’è la coerenza se non nella dinamica tipica della politica italiana per cui le stesse proposte possono essere accettate o attaccate a seconda di chi le realizza, facendo del contenuto una variabile ininfluente e mettendo i cittadini di fronte alla difficoltà di capire dove finisca la critica di merito e dove inizi lo scontro politico? Indipendentemente dall’esito del referendum, la certezza è che la giustizia, come scrisse Toni Capuozzo in un articolo del 2009, “non è mai fine e principio di tutto. Il vero rischio è l’assunzione, da parte dei giudici, di un ruolo palingenetico, la presunzione di essere riscattatori e ordinatori del mondo, attributori unici del bene e del male, e dunque superiori ad ogni zona grigia, a ogni sfumatura, categorici e manichei. Si accontentassero di essere un cerotto o un placebo, una modesta riforma delle cose…”






4 commenti su “Il paradosso del Pd sulla riforma della giustizia…l’opinione di Rita Faletti”
Bravissimo Toni Capuozzo, sempre molto lucido ed attento in tutte le sue analisi, compresa quella sull’ucraina.
Andrà a votare qualcuno il referendum? Mah… Nell’aria c’è molto subbuglio, e referendum o meno, sta per arrivare anche qui probabilmente una resa dei conti, fra file epstein, pandeminkia, Ucraina e frodi elettorali in cui siamo coinvolti, con qualche nome eccellente.
Il referendum è l’ennesima arma di distrazione di massa per il popolino, con tutto quello che di rilevante sta accadendo.
Giusto signora Faletti, il PD ha da sempre sostenuto la separazione delle carriere, il punto è, che si trova all’opposizione e quindi suo dovere evidenziare le difficoltà che possono verificarsi, anche per certe cose non dette ma che esistono all’interno della riforma.
Io osservo che, tutti gli stati che hanno le carriere dei magistrati fra i due ruoli, l’ordine giudiziario è sottomesso all’esecutivo, e molto probabilmente anche da noi sarà così… poco male, anche perché, questo varrà per tutti.
Molti del PD e dei partitini satellite ad eccezione dei comunisti propriamente detti, voteranno il si.
Il PD ormai è una barzelletta, prima approva una legge, poi la stessa legge approvata la contesta. Sono quattro scappati di partito assetati di potere. Ricordo la Riforma Cartabia, un aborto. Ministra dell’ imperatore Draghi osannato da quattro id……i.
Referendum inutile adatto a creduloni che credono che siano i cittadini a decidere😂 per niente. Solo sperpero di denaro pubblico. Ammesso che i cittadini vanno ai seggi, siccome sanno che non andrà nessuno, ecco che hanno adottato la validità anche senza il quorum del 50%.
Nazione disastrata completamente.
Vedrete con i file Epstain che cr………li Avete applaudito, altro che Hitler.
Sig. Gino
La proposta attuale e totalmente diversa da quello proposta in precedenza.
Per questo voterò NO!