
PALERMO/ROMA, 04 Febbraio 2026 – La Democrazia Cristiana serra i ranghi, rinnova i vertici e invia un messaggio inequivocabile a Palazzo d’Orleans. Tra Roma e Palermo, il partito dello scudo crociato ha definito i nuovi assetti di potere, puntando tutto sulla legittimazione politica all’interno della coalizione di centrodestra in Sicilia.
A Roma, il Consiglio Nazionale ha affidato la rappresentanza legale e politica del partito al Prof. Avv. Gianpiero Samorì (Segretario Nazionale F.F.), che lavorerà in tandem con il Presidente Nazionale Renato Grassi.
Il peso della Sicilia nel nuovo organigramma è evidente: tra i tre vice segretari nazionali eletti all’unanimità figurano l’on. Nuccia Albano e l’on. Salvatore Giuffrida (insieme all’on. Luigi D’Agrò), a conferma della centralità dell’isola nelle strategie del partito.
Il cuore della battaglia politica si è però spostato a Palermo, dove il Comitato regionale ha ratificato la nomina dei tre commissari regionali: Salvatore Cascio, Fabio Meli e Carmelo Sgroi. A loro è stato affidato un mandato esplosivo: risolvere il “vulnus” aperto dal Presidente della Regione Renato Schifani lo scorso novembre.
“Una conditio sine qua non”: così la DC definisce la richiesta di una chiara rappresentanza politica all’interno della giunta regionale.
Per Anna Maria Aiello, segretario provinciale della Democrazia Cristiana – il percorso è segnato: “Il lavoro dei commissari, in sinergia con la deputazione regionale, dovrà ispirarsi ai valori non negoziabili di sussidiarietà e giustizia, con l’obiettivo di tutelare il bene comune e la dignità della persona. La palla passa ora al Presidente Schifani: la stabilità del centrodestra siciliano dipenderà dalla risposta che darà a una DC che si sente, oggi più che mai, pronta a far valere i propri numeri”.





