Monterosso Almo. Grotte dei Santi, un importante sito archeologico rupestre da valorizzare

Tempo di lettura: 2 minuti

Monterosso Almo, 03 febbraio 2026 – Il sito rappresenta una testimonianza significativa della cultura rupestre in Sicilia, sebbene necessiti di costanti attenzioni per la conservazione.
Interessante quanto scritto dallo storico monterossano professore Giuseppe Scollo sulla Grotta dei Santi.
“ In contrada Alia inferiore tra Monterosso Almo (RG) e Vizzini (CT), ma in territorio di Licodia Eubea (CT) c’è un sito archeologico rupestre molto interessante, ma ancora non inserito nell’elenco dei siti archeologici di rilievo di questa zona. Esso è stato scoperto dall’archeologo siracusano Giuseppe Agnello negli anno 40 del secolo scorso e con il quale ho avuto l’opportunità di farvi un sopralluogo negli anni settanta sempre del secolo scorso. Esso consiste in una serie di grotte, alcune delle quali contengono delle tombe a baldacchino scavate nella roccia. Nella volta di una di esse c’è un affresco che rappresenta un Cristo crocifisso con ai lati S. Giovanni Evangelista di cui si legge il nome in latino e la Madonna o la Maddalena. Di quest’ultima figura infatti si leggono appena due lettere: una “M” e un “Delta greco” che lasciano dei dubbi sulla sua identità. In alto ci sono raffigurati una luna e un sole. Dallo stile di questo affresco e dalle scritte sopra indicate si può dedurre che questo sito risalga agli inizi del periodo normanno, tra i sec. XI e XII, quando in Sicilia l’antico rito bizantino stava cedendo il posto a quello latino. Ad ulteriore dimostrazione dei legami di questo sito con il rito bizantino, a circa una cinquantina di metri da questa necropoli ci sono altre due grotte di cui una più piccola, a forma di croce greca e con una vasca battesimale, che doveva essere il battistero. Nel rito bizantino, infatti, il battesimo avviene per immersione. L’atra grotta vicina è molto spaziosa per cui si può dedurre che fosse una chiesa. Purtroppo questo sito, trovandosi in una contrada appartenente amministrativamente al comune di Licodia Eubea, che però è molto distante da esso, ma è molto più vicino al comune di Monterosso Almo ed è anche colonizzato quasi esclusivamente da contadini monterossani, per questo motivo il comune di Licodia non ha alcun interesse a valorizzarlo adeguatamente. Alcuni anni fa questo comune ha dato una ripulitura solo alle grotte dove c’è la necropoli che poi però le ha lasciate incustodite, ma non ha considerato affatto le altre due grotte, quella del battistero e della chiesa che sono rimaste rifugio di animali e piene di sterco. Accanto e intorno a queste grotte ce ne sono altre di epoche diverse che andrebbero esaminate meglio. Dal secolo XVIII e fino agli inizi del secolo XIX queste grotte erano adibite a ovili per le pecore, tanto è vero che fino ad alcuni anni fa i muri di recinzione erano forniti dei cosiddetti “paralupi”, cioè lastroni di pietra sporgenti, per evitare che i lupi vi saltassero dentro. I lupi infatti erano presenti anche in Sicilia fino agli inizi del novecento.“

© Riproduzione riservata
590639

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Torna in alto