Orrore ad Acate: la LEIDAA ammessa come parte civile per l’uccisione del pony

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Ragusa, 02 Febbraio 2026 – Si apre un nuovo capitolo giudiziario per uno degli episodi di crudeltà animale più cruenti degli ultimi anni. Questa mattina, presso il Tribunale di Ragusa, la Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (LEIDAA), presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, è stata ufficialmente ammessa come parte civile nel processo contro G. A., l’uomo accusato dell’efferata uccisione di un pony ad Acate.

La vicenda risale al 3 aprile 2022, una data che ha segnato profondamente la comunità locale e l’opinione pubblica nazionale. La vittima è una femmina di pony di dieci anni, pesante circa 250 chili. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’animale fu prelevato dal proprio recinto nottetempo, legato con una cavezza allo sportello posteriore di un’auto e trascinato per chilometri lungo la strada provinciale 1.

L’agonia del pony terminò in una pozza di sangue, dove l’animale fu abbandonato ancora agonizzante dopo sofferenze inimmaginabili.

L’on. Michela Vittoria Brambilla ha commentato con fermezza la decisione del tribunale, sottolineando l’importanza di una condanna esemplare, pur con il limite normativo legato alla data del reato. “Di fronte a un fatto di straordinaria gravità, perpetrato con crudeltà e totale indifferenza per le sofferenze del pony, c’è una domanda di giustizia che dev’essere soddisfatta. Partecipando al processo, faremo il possibile perché lo sia, nei limiti delle norme allora vigenti.”

L’onorevole ha poi aggiunto una riflessione sull’evoluzione legislativa: “Se fosse applicabile la legge Brambilla, in vigore dal 1° luglio dello scorso anno, il responsabile rischierebbe davvero di finire in carcere”.

Poiché i fatti sono accaduti nel 2022, il processo seguirà le pene previste dal codice penale prima della recente riforma. Tuttavia, la presenza della LEIDAA come parte civile garantisce che la voce della protezione animale sia presente in aula per chiedere il massimo della pena consentita, affinché crimini di tale efferatezza non restino impuniti.

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