Ragusa Ibla, energia elettrica “gratis” per 5 anni: arrestato imprenditore agricolo

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RAGUSA IBLA, 29 Gennaio 2026 – Un danno economico enorme alla rete elettrica nazionale, protratto nel tempo e orchestrato con collegamenti artigianali pericolosi. I Carabinieri della Stazione di Ragusa Ibla hanno tratto in arresto un 38enne siracusano, titolare di un’azienda agricola operante nel ragusano, con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica.

L’operazione è scattata a seguito di un servizio di controllo mirato, condotto dai militari dell’Arma con il supporto tecnico del personale specializzato di Enel Distribuzione. Sotto la lente degli investigatori sono finiti tre siti riconducibili all’uomo: l’abitazione privata e i due stabilimenti della sua azienda agricola, dedita all’allevamento di bovini, situati nelle contrade Raffitelli e Inguanti.

Ciò che i Carabinieri e i tecnici hanno scoperto durante le ispezioni è un sistema di prelievo fraudolento tanto semplice quanto efficace. All’interno dei siti produttivi, i contratti di erogazione erano totalmente inesistenti.

Nello specifico, i militari hanno accertato che le prese a monte del misuratore, posizionato su un palo in cemento armato, erano state danneggiate. I conduttori erano stati modificati e saldati direttamente alla rete pubblica tramite nastro adesivo. L’energia veniva convogliata negli impianti privati senza essere minimamente registrata dai misuratori.

Il bilancio dell’operazione è impressionante. Gli accertamenti tecnici e contabili hanno permesso di ricostruire la durata del furto: per ben 5 anni l’azienda avrebbe operato senza mai pagare una bolletta. Il computo totale dell’energia sottratta illegalmente ammonta a circa 310.000 kWh, che tradotti in termini monetari corrispondono a una cifra di circa 55.000 euro.

Al termine delle operazioni, l’imprenditore 38enne è stato dichiarato in arresto in flagranza di reato. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Come previsto dalla legge, la sua posizione e il grado di responsabilità dovranno ora essere vagliati nelle opportune sedi giurisdizionali.

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