
NISCEMI, 26 Gennaio 2026– Non è il terremoto, ma l’effetto è lo stesso. Nel quartiere di Sante Croci, il selciato si è aperto in “filigrane nere” che sono diventate voragini sotto i balconi. In via Popolo e a Trappeto, la vita si è fermata tra la sera di domenica 25 e la mattina di lunedì 26 gennaio 2026. Dove prima si sentivano le voci del vicinato, oggi restano solo i segni dello spray sui muri e il silenzio spettrale delle porte sbarrate.
I dati confermati dal Centro Operativo Comunale (COC) e dalla Prefettura di Caltanissetta delineano un quadro critico: 1.000 persone evacuate, circa 300 famiglie hanno dovuto abbandonare tutto, l’estensione del fronte di frana che sta letteralmente scivolando a valle è di 4 chilometri, zona rossa nei quartieri Trappeto, Sante Croci e l’asse di via Popolo sono ufficialmente interdetti.
Il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha già attivato un team operativo nazionale per monitorare il movimento del terreno, mentre il palazzetto dello sport “Pio La Torre” è diventato il simbolo della resistenza cittadina: un dormitorio improvvisato dove si dorme sulle brande, con lo sguardo fisso sulle foto delle case lasciate poche ore prima.
Per Niscemi è un deja-vù doloroso. Molti residenti ricordano la frana del 1997, una cicatrice mai rimarginata. Ma oggi la paura ha volti nuovi: giovani coppie con mutui appena accesi per case che ora tremano sull’orlo della scarpata, e professionisti che hanno visto i propri studi diventare inagibili in una notte.
“Per adesso siamo da parenti, domani non lo so”, è la frase che rimbalza tra gli sfollati.
Mentre i geologi analizzano i dati e le forze dell’ordine presidiano i varchi della zona rossa, la città attende di capire se quel fango potrà essere fermato o se la geografia di Niscemi è destinata a cambiare per sempre.
foto e video Franco Assenza






3 commenti su “Niscemi sotto scacco: la terra trema e la città si spacca. Mille sfollati nel fango (VIDEO)”
Mi domando come si fa a costruire sopra la creta e adiacente ad una faglia? Ma chi ha dato le autorizzazioni? Per carità, massima solidarietà ai cittadini niscemesi colpiti da questo tragico evento, ma a volte i drammi ce li cerchiamo!
Erano già a conoscenza, da anni, del problema, ed era previsto un intervento di consolidamento..
Ma come al solito la politica locale e regionale È fatalista, e rimanda sempre..
Fortunatamente non ci sono vittime, ma la politica va castigata…
Costruzioni sopra l’arenaria che assorbe e rilascia l’acqua, sotto l’arenaria c’è l’argilla che è impermeabile, quindi automaticamente l’acqua fa scivolare a valle l’arenaria con tutto ciò che c’è sopra. Hanno sbagliato a costruire li, e hanno dormito per decenni come sempre in Italia senza fare consolidamenti.
Si chiama memoria d’acqua. Questione di tempo l’acqua si riprende il suo percorso.