
CATANIA, 09 Gennaio 2026 – La Corte d’Appello di Catania ha ribaltato la sentenza di primo grado del Tribunale di Ragusa, segnando un punto cruciale nel lungo contenzioso legale tra il Comune di Vittoria e Siciliacque. L’ente locale è stato condannato a versare alla società di sovrambito la somma di 651.024,52 euro, oltre a IVA, interessi legali e spese di giudizio.
La vicenda affonda le radici nella gestione del sistema acquedottistico Vittoria–Gela. Nel 2010, a seguito del subentro di Siciliacque nella gestione degli schemi regionali, era stata siglata una convenzione che regolava due servizi distinti: il vettoriamento (il trasporto dell’acqua proveniente dai pozzi comunali attraverso le condotte della società) e il soccorso idrico (la fornitura supplementare di acqua garantita da Siciliacque in caso di carenza o emergenza).
Il conflitto è esploso tra il 2014 e il 2015 a causa del mancato pagamento di alcune fatture. Nel 2016, Siciliacque aveva ottenuto un decreto ingiuntivo per oltre 840mila euro, ma il Tribunale di Ragusa lo aveva parzialmente revocato, applicando erroneamente la tariffa agevolata del vettoriamento anche al servizio di fornitura integrativa.
I giudici di secondo grado hanno accolto le tesi di Siciliacque, operando una netta distinzione tecnica e contrattuale tra le prestazioni: la Corte ha stabilito che si tratta di servizi differenti che non possono essere confusi sotto un’unica tariffa e la fornitura di acqua “propria” di Siciliacque deve essere remunerata secondo le tariffe stabilite dall’Autorità di regolazione nazionale, e non secondo i costi ridotti del semplice trasporto.
La riforma della sentenza aggrava il bilancio del Comune di Vittoria, che ora dovrà far fronte non solo al capitale di 651mila euro, ma anche alla pesante quota di interessi accumulati negli anni e alle spese processuali di entrambi i gradi di giudizio.
Questa sentenza stabilisce un precedente significativo per la gestione dei rapporti tra i comuni siciliani e la società di sovrambito, confermando che i servizi di emergenza idrica seguono regimi tariffari diversi dal mero utilizzo delle condotte.














2 commenti su “Crisi idrica e contenziosi: il Comune di Vittoria condannato a pagare oltre 650mila euro a Siciliacque”
Problemi e contenziosi vari che i Comuni non avrebbero se i servizi di prima necessità come l’acqua li gestirebbe il comune e non il privato.
A voi politici piace privatizzare per arricchire delle persone, poi andate in conflitto con gli stessi (sempre per i soldi) e dopo perdete pure le cause giudiziali. Immagino per i contratti farlocchi che fate o che poi non fate rispettare. Ora gli dovete pagare pure tutte le spese processuali e tutte le spettanze con gli interessi.
Ma tanto a pagare ci sono i cittadini, mica le vostre incurie con tutta la morale che ostentate….
Adesso l’amministrazione che ha dato in affidamento la gestione acqua a questa società, presi uno per uno, e pagare di tasca propria. Questa sarebbe giustizia e democrazia.
Invece pagheranno la loro incapacità i cittadini. Cittadini invece accusati di essere evasori, e di essere loro il problema.
Ecco chi alza il debito in questo paese.
Provate a indovinare di che colore politico Era quella amministrazione? Non è difficile. Ve lo dicevo che so aspettare.
E con la riforma della Corte dei Conti fatta appositamente da questi attori da circo, non pagheranno nulla per i loro errori, per legge. E la Corte dei Conti, è l’ultimo gradino per passare ad un paese autoritario. Un applauso.