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Modica, 75 anni dopo la tragedia di Via Scala: l’Appello di un testimone per non dimenticare

Tempo di lettura: 2 minuti

Modica, 2 gennaio 2025 –  – Era il 2 gennaio 1951 quando un tratto di strada e diverse abitazioni in via Scala, nella contrada nota come “Ro Renti”, crollarono improvvisamente. Oggi, a distanza di tre quarti di secolo, quella ferita nel tessuto della città rischia di essere dimenticata dai più, ma non da chi, all’epoca, visse quel dramma con gli occhi di un bambino. In occasione del 75esimo anniversario, Giovanni Amore, oggi ottantaseienne, ha protocollato una lettera accorata indirizzata alla Presidente del Consiglio comunale, Maria Cristina Minardo, e agli organi di stampa, per chiedere che la memoria di quel giorno venga onorata. Nella sua missiva, Amore scrive con l’emozione di chi non ha mai rimosso quelle immagini: Non sono io ottantaseienne a chiederlo, ma la volontà di un ragazzino dodicenne, che quel lontano 2 gennaio del 1951 ha visto crollare un tratto di strada e le case, come se fossero state costruite di carta pesta”. Parole che descrivono vividamente la fragilità di quel momento e il trauma di una comunità che vide le proprie certezze sgretolarsi in un istante. L’obiettivo del cittadino modicano è quello di ripetere l’incontro commemorativo avvenuto dieci anni fa, nel 2016, quando rappresentanti dell’amministrazione e della stampa si riunirono per ricordare le vittime. L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza, ma in particolare ai consiglieri e agli assessori comunali, affinché la loro presenza dia un segnale di vicinanza istituzionale a una ricorrenza definita “umile” ma necessaria. Il 2 gennaio 2026, alle ore 10:00 in Via Scala, presso il ponte Milano-Palermo (luogo della tragedia). L’auspicio è che Modica sappia fermarsi un momento per onorare il passato e chi, come Giovanni Amore, continua a farsi custode di una memoria storica che appartiene a tutta la comunità. Un atto dovuto per far sì che quel “tragico e maledetto giorno” non svanisca definitivamente nell’oblio.

foto di Andrea Amore

© Riproduzione riservata
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4 commenti su “Modica, 75 anni dopo la tragedia di Via Scala: l’Appello di un testimone per non dimenticare”

  1. Il bello è che le istituzioni (sindaco, assessore, vice sindaco, consiglieri comunali etc etc) vanno a fare la comparsata, ma fare qualcosa? Il ponte sta crollando, é evidente…mah

  2. La scala che porta sul ponte è chiusa per pericolo crollo. Tutto abbandonato.
    Quindi prima di fare comparsate ricordando quel giorno, magari sarebbe meglio evitare il crollo.

  3. Non si dovrebbe fare nulla !!! Completamente nulla !!!!! Se prima non si aggiusta la scala che porta al ponte , se no si rischia di non commemorare un bel nulla lo stesso . Quelle morti si potevano evitare , se non si costruiva sopra le grotte , ma se crolla la scala mentre si va a commemorare .???? Ben venga quando si aggiusta o si rifà la scala , per il bravo e gli applausi 👏 c’è d’aspettare . Un residente

  4. Si , evidentemente appare paradossale e controproducente , celebrare le vittime di un crollo , nel luogo dove c’è pericolo di un altro . Però un poco di visibilità non guasta al ponte , visto sarà attenzionato . Certo non avrà la stessa fama del ponte Costanzo , ma ogni fegatini di mosca è sempre sostanza , anche per nutrire l'”io ” di questo ponte e potersi finalmente esibire ai fini della ristrutturazione.

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