
Palermo, 21 dicembre 2025 – L’Assemblea regionale siciliana ha approvato nella notte la manovra finanziaria, licenziata intorno all’1.30 dopo un iter parlamentare lungo e travagliato. Il via libera ha subito acceso il confronto politico, con giudizi diametralmente opposti tra opposizioni e forze di maggioranza. Il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle hanno votato contro la manovra, definendola priva di visione e frutto di una maggioranza divisa. Il capogruppo Pd Michele Catanzaro ha parlato di un governo “schizofrenico” e ha rivendicato il contributo dell’opposizione nel bloccare norme estranee alla finanziaria e nel far approvare misure su lavoro, sociale, agricoltura e sostegno ai Comuni. Ancora più duro il M5S, con Antonio De Luca che ha denunciato un processo legislativo caotico e ha parlato di uno dei momenti più bassi nella storia dell’Ars. Di segno opposto le valutazioni della maggioranza. La Lega ha difeso una manovra orientata alla crescita, sottolineando il credito d’imposta da 200 milioni, gli interventi per forestali, agricoltura, lavoratori Esa, Almaviva e Pip, oltre al sostegno a cultura e Comuni. Soddisfazione anche da Mpa–Grande Sicilia, che rivendica una legge “espansiva” da 1,3 miliardi di euro, con misure per famiglie, enti locali, agricoltura, ambiente e rigenerazione urbana. La finanziaria passa dunque tra forti tensioni politiche, lasciando sul campo uno scontro acceso sullo stato della maggioranza e sulla qualità dell’azione di governo.













