
CALTAGIRONE, 18 Dicembre 2025 – Ci sono storie che percorrono chilometri, e altre che attraversano decenni. Per Francesco Ragusa, imprenditore modicano e fondatore di Ecofactory, il passaggio della fiaccola olimpica a Caltagirone non è stato solo un evento sportivo, ma un emozionante ritorno al passato con lo sguardo rivolto al futuro.
A vent’anni di distanza dai Giochi di Torino 2006, Ragusa è tornato a indossare i panni del tedoforo, portando tra le mani la fiamma di Milano-Cortina 2026. Un onore concesso a pochi e che ieri ha trasformato la via principale di Caltagirone in un palcoscenico di gioia collettiva, tra il calore della folla e le voci dei bambini che intonavano l’Inno di Mameli.
Nonostante la breve distanza percorsa, Ragua ha descritto l’esperienza come un momento di profonda riflessione.
“Questa volta la torcia pesa in modo diverso,” ha confessato. “È il peso di quello che nel frattempo ti è successo, e che quel fuoco ti riporta addosso tutto insieme”. Un riferimento alla crescita personale e professionale che lo ha visto, in questi due decenni, diventare un punto di riferimento per l’imprenditoria green siciliana.
Non è mancato il tocco di ironia che lo contraddistingue. A chi, vedendolo in divisa ufficiale, gli chiedeva per quale disciplina olimpica gareggiasse, il “non-atleta” modicano ha risposto con un sorriso: “Curling. Per ora solo panchina”, scherzando sulla sua frequentazione saltuaria della palestra.













