Pedopornografia online: pensionato ragusano davanti al GIP di Catania. Dopo oltre 5 mesi ai domiciliari

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Catania/Ragusa, 10 Ottobre 2025  – Dopo oltre cinque mesi di custodia cautelare agli arresti domiciliari, si avvicina la data della comparizione in tribunale per il pensionato ragusano, ex dipendente comunale e ultrasessantacinquenne, coinvolto nella maxi-operazione contro la pedopornografia online scattata l’8 maggio scorso.

L’uomo, difeso dall’avvocato Vito Melfi, comparirà il prossimo 16 ottobre davanti al giudice delle indagini preliminari (GIP) del Tribunale di Catania, Luca Lorenzetti. La sua vicenda è uno degli sviluppi principali dell’indagine condotta dagli agenti della Polizia Postale di Catania, che ha portato all’individuazione di otto persone residenti nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa, con un’età compresa tra i 40 e i 70 anni, tre delle quali finite in manette.

L’arresto del pensionato era stato eseguito in territorio ibleo dalla Polizia del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica nell’ambito di un’indagine sul contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori online. Inizialmente, il fermo era stato convalidato dal GIP del Tribunale di Ragusa, Ivano Infarinato, ma per competenza in materia gli atti sono stati poi trasmessi alla Procura etnea, dove il pubblico ministero Irene Frudà ha chiesto la misura cautelare.

Secondo l’accusa mossa dalla Polizia Postale, il pensionato ragusano, tuttora ai domiciliari dopo il rigetto delle istanze difensive da parte del GIP catanese, sarebbe stato in possesso di ben 160 gigabyte di materiale pedopornografico.

La prossima settimana, il sessantacinquenne chiederà di essere giudicato con un rito alternativo, valutando dunque la possibilità del rito abbreviato o del patteggiamento della pena, una mossa che potrebbe influenzare l’esito e la durata del procedimento giudiziario.

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