
In un paese come l’Italia l’eleganza discreta dei modi e la correttezza nel comportamento sono uno spreco, non sono compresi o vengono scambiati per qualcos’altro, più affine all’indole e alla mentalità del Belpaese. La dice lunga il fatto che sia il calcio lo sport nazionale più seguito e amato, e i calciatori, di tutti gli atleti, quelli che esteticamente fanno pensare di più a selvaggi, con taglio di capelli e colorazioni improbabili e tegumento vastamente tatuato. Regole poco chiare e interpretabili, nel gioco del calcio l’educazione sportiva non è richiesta, ragion per cui una partita è un’autentica guerra senza esclusione di colpi contro l’avversario, guerra che si replica tra tifosi sfegatati. Altra cosa è il tennis, sport individuale, duro, da seguire in silenzio e con il fiato sospeso perché fino all’ultima palla non puoi dire che il tuo beniamino ha vinto. Qualche intemperanza, qualche scatto di nervi, qualche richiesta dell’hawk-eye, ma niente di più per il professionista di una disciplina massacrante che mette alla prova la resistenza fisica e nervosa. Sopra le righe, ma neanche troppo, il campione dei campioni, Novak Djokovic, forza mentale e carattere risoluto, che agli spettatori che lo avevano fischiato a Wimbledon ha augurato “A tutti i buuuu una buuuuona notte!” Riservato ma disponibile, impeccabile in campo, controllato persino quando a Montecarlo la giudice arbitro non ha chiamato fuori la palla di Tsitsipas, aprendo così la strada della vittoria al greco, Jannik Sinner, oggi numero uno del tennis mondiale, è un modello di civiltà e fair play, frutto di una buona educazione familiare e di autocontrollo, dote rarissima nella società di oggi che trasuda cafonaggine e prepotenza. Eppure, anche un atleta inattaccabile come Sinner, o forse proprio a causa della sua inattaccabilità, suscita sentimenti di ostilità e critiche. Già, perché, essendo nato a San Candido e avendo la residenza a Montecarlo dove vive e paga le tasse, qualcuno gli ha fatto notare che potrebbe trasferirsi in Italia dove contribuirebbe alla scuola, alla sicurezza e alla sanità. Con la solita naturalezza, il tennista ha ignorato la provocazione sempliciotta e ha risposto che a Montecarlo si sente a casa, può allenarsi con tanti giocatori, le strutture sono perfette, e può andare al supermercato con zero problemi. Chi rimarrebbe in Italia potendo vivere, e meglio, a Montecarlo? Ieri è uscita un’altra notizia: l’International Tennis Integrity Agency (ITIA) ha comunicato che il test antidoping su Sinner, effettuato in aprile in occasione del torneo di Indian Wells in California, è risultato positivo. La contaminazione, involontaria, è avvenuta tramite il trattamento ricevuto dal suo fisioterapista. Meno di un miliardesimo di grammo di Clostebol, cioè niente. Innocente, ma penalizzato: Sinner dovrà restituire il premio in denaro e i punti in classifica, 400. Il caso però potrebbe non essere chiuso perché WADA e NADO Italia, tribunale indipendente, potrebbe fare ricorso fino al 6 settembre al Tas (Tribunale Arbitrale dello Sport). C’è chi vorrebbe la condanna del tennista azzurro, come Kyrgios e Shapovalov, definiti dal presidente federale Binaghi, “due cretini e frustrati che avevano più mezzi tecnici di Sinner a disposizione per diventare numeri uno al mondo e invece hanno fallito miseramente. Essendo dei frustrati, è normale che facciano commenti velenosi. Sarebbe stata cosa ben diversa sentire gli stessi commenti da parte di Nadal o Djokovic, gente di spessore umano differente”.
11 commenti su “A chi dà fastidio il successo di Sinner?…l’opinione di Rita Faletti”
Dott.ssa Faletti, Djokovic ha già avuto le sue dimostrazioni affettive (specie dal sig. Burioni) e continua ad averne.
Seppure Sinner non è italiano ma gioca per l’Italia, è un ragazzo che mi sta simpatico. Ma non so perchè quando qualcuno mi sta simpatico, poi è minacciato dal sistema. Che Sinner abbia fatto o detto qualcosa di sgradito?
A proposito di stranieri che giocano per l’Italia: Nelle ridicole olimpiadi di Parigi ove la Russia è stata esclusa per dei motivi ove lo sport dovrebbe essere escluso dalla politica, la pallavolo femminile conquista la medaglia d’oro con un bel 3-0 sugli USA. Una delle protagoniste è stata Kate Antropova, russa naturalizzata italiana. I media ovviamente si guardano bene dal sottolinearlo e utilizzano la Egonu che fino a poco tempo fa ci ha detto che gli italiani siamo razzisti. Ora che Sinner sia sotto scacco non mi meraviglierei come non mi sono meravigliato per come hanno trattato un altro grande tennista come Djokovic.
Dottoressa Faletti, è chiara la strategia!!! Vogliono indebolirlo fisicamente e mentalmente. L”entusiasmo, la bravura e la compostezza di Sinner hanno spiazzato talmente, che vogliono giocare sporco per farlo diventare perdente. È una tattica che si ripete :prima ti osannano e poi ti scaricano.Dopo Sinner temo per qualche altro di altro sport, ma questo ancora fa comodo a qualcuno ed è presto darlo in pasto. Sinner è adorabile per tutto ciò che è!!!
Non mi interesso di sport, ma devo dire che Novak e sinner sono stati capaci di polarizzare l’attenzione su uno sport al quale prima nessuno badava.
Entrambi bravi, eleganti e di estrazione culturale molto ben percettibile, persone dalla schiena dritta e con valori intoccabili.
Mentre su Novak è palese il motivo per tanto astio, per Sinner, facendo congetture, non si capisce come mai tanto accanimento, effettivamente.
Qualcuno pensa sia stato una sorta di avvertimento in stile mafioso, per la non partecipazione / complicita alle vergognose olimpiadi in puro stile Macron.
Potrebbe essere la non volontà di veder associare il suo nome, rinnegando ciò in cui crede, a quel grottesco evento.
Oppure, per sostegno e lealtà dovuti alla sua fidanzata russa.
Di sicuro, non sono persone come la maggior parte degli italiani odierni, come si è purtroppo visto, non si svendono, non si piegano, rinunciano a tutto per ciò in cui credono. Vedremo se anche il bravo Sinner riuscirà come Novak ad uscirne vittorioso, sconfiggendo moralmente tutti ed impartendo un’altra lezione ad un mondo di valori associabili solo al burlesque…
Solo per precisare, senza alcuna polemica.
Jannik Sinner è nato in Italia a San Candido, nel Trentino Alto Adige, regione italiana.
Paola Egonu è nata in Italia a Cittadella, nel Veneto, regione italiana.
Paola Egonu è stata proclamata miglior giocatrice del torneo olimpico, senza nulla togliere alle compagne di squadra.
Gli italiani sono razzisti? Vero, soprattutto sul web.
P.Enzo, San Candido e vicino al confine austriaco, i sudtirolesi non vogliono minimamente essere accostati all’Italia, fino agli anni ’80 hanno piazzato bombe per secedere. Lo statuto autonomo e le loro condizioni agiate le hanno ottenute dall’Italia a suon di attentati dinamitardi. Sono fortemente cattolici, conservatori, il loro simbolo e andreas hofer, non tradiscono le loro origini da impero, e relativi valori, di cui vanno fieri.
Sinner sulla carta e italiano, ma la sua identità (e lo dimostra), e austriaca.
Il razzismo non c’entra. Il razzismo è in chi lo vuole cercare sottolineando aspetti che normalmente non si guarderebbero, sono gli intenti che possono essere razzisti, non le parole.
E chi vuole negare le realtà, cancellare parole di uso comune in nome di altre ‘inclusive’, cancellare l’esistenza delle razze che non solo è razzista, ma è autorazzista. Non si faccia abbindolare da questi giochetti.
Signor Paolo, sottoscrivo e aggiungo che l’accusa di razzismo è come quella di fascismo, serve a rafforzare il pensiero unico e minare la credibilità di chi quel pensiero contesta. E’ l’ubiquità della politica con i suoi sempre più scadenti rappresentanti, molti dei quali avrebbero serie difficoltà a trovare un lavoro normale, la causa di tutti i mali.
Concordo pienamente con lei. Il fascismo, morto e sepolto da 80 anni, è la continua battaglia che si continua a portare avanti, e come continuare a sparare a persone morte da giorni. Una lotta continua che non giova a nessuno e fa rimanere immobile questo Paese, senza possibilmente vederne le priorità reali.
Si può essere in battaglia per tante cose, ma non per il fascismo, per il razzismo o per continue etichette che non rispecchiano nessuno. E continuiamo a vergognarci di cose per le quali non abbiamo colpe. E continuiamo a voler zittire qualcuno quando si dice l’ovvio senza razzismo, vent’anni fa nessuno avrebbe smentito, solo per moda, per politically correct, per neolingua, per mostrare una posizione politica senza però ragionare.
Oggi, secondo tanti, non si può utilizzare la parola ‘negro’, ad esempio. Ma chi lo ha deciso? E perché? Hanno fatto canzoni per decenni, si è utilizzato sempre, nessuno era razzista. Il significato della parola è questo:
(Oxford)
Relativo a una delle grandi suddivisioni antropologiche dell’umanità, indigena della massima parte dell’Africa a sud del Sahara, la cui distinzione più vistosa e tradizionalmente sottolineata consiste nel colore scuro della pelle, dovuto ad abbondanza di pigmento; come s.m. (f. -a ), individuo appartenente a questa suddivisione antropologica (il termine, sentito come spregiativo o discriminatorio, viene spesso sostituito da nero ).
2.
arcaico o lett.
Nero.
“Sei nella terra negra”
‘Sentito’, viene scritto. Embè?
Non esistono le razze? Ma da quando?
Quindi se do del caucasico a qualcuno lo offendo?
‘Di colore’… Ma che stupidaggine. Bella la poesia, emblematica:
Uomo di colore
“Io, uomo nero, quando sono nato ero nero/Tu, uomo bianco, quando sei nato, eri Rosa/Io, ora che sono cresciuto, sono sempre Nero/Tu, ora che sei cresciuto sei Bianco/Io, quando prendo il sole sono Nero/Tu, quando prendi il sole sei Rosso/Io, quando ho freddo sono Nero/Tu, quando hai freddo sei Blu/Io, quando sarò morto sarò Nero/Tu quando sarai morto sarai Grigio/E tu mi chiami uomo di colore
La nostra lingua deriva dal latino. Me ne frego dei problemi americani con le loro parole.
E come uso quella parola che fa la differenza.
Stessa cosa con il presunto dovuto rispetto verso come uno oggi si identifica, se albero, se animale, se donna, se uomo. Ma a me non interessa, perché la sua percezione deve prevaricare la mia? Io vedo ciò che i miei occhi e sensi percepiscono, la mia percezione vale più della sua.
Il reale problema è stato la legge Basaglia…
Invidio i sudtirolesi, perché credono in qualcosa e lottano per questo uniti, nonostante un secolo dall’annessione. Noi ci siamo scordati le nostre variegate ed uniche identità e ci perdiamo in stupidi polemiche.
La Sicilia, al pari dall’alto Adige, potrebbe essere ben altro con quanto ha ottenuto quando vi erano rivolte e rischio di secessione, ma si parla di fascismo e razzismo. Se non è idiozia questa, vedere problemi futili e dimenticarsi delle cose che cambierebbero le sorti di una terra.
In grande, per l’Italia, basterebbe non dare sponda a quella marmaglia, ignorare certi slogan che usano solo per aizzarci a vicenda, forse verrebbero allo scoperto persone di spicco, carismatiche, intellettuali, persone oneste, di cuore e valori sinceri che oggi non hanno il coraggio di esporsi in quella melma.
Perdoni lo sfogo, ma per certe cose non se ne può più, pure queste continue visioni di fascismo che nemmeno i mistici hanno avuto in tutta una vita, e pastasciutta annessa. Mah.
Ma capite che se incontro Sinner gli do la mano sporca di doping ,lo faccio squalificare a vita .
Ma che caz.di vita fanno questi formidabili atleti .
@ Paolo, e i neri non si sentono affatto offesi se vengono chiamati “negri”, come essi stessi hanno dichiarato. Siamo noi bianchi occidentali che ci autocensuriamo e insistiamo ad appenderci a luoghi comuni insensati, come quello secondo cui la mancanza di sviluppo in Africa, cosa vera solo parzialmente e che alla cultura woke comoda far credere, sarebbe conseguenza dello schiavismo introdotto dai bianchi, mentre quella pratica è molto più antica dell’arrivo dei bianchi nel Continente nero dove gli stessi capi tribù erano stati i primi a fare commercio di carne umana con gli arabi.
Dott.sa Faletti, esattamente. L’evoluzione della società africana, non è responsabilità dei tempi recenti, come per quella nordeuropea che ha visto la luce solo quando è arrivato l’impero romano ed accendendo una scintilla che ha fatto evolvere una società altrimenti destinata (chissà), ad essere stantia ed arretrata. Francia, Germania e altri, come sarebbero oggi, e cosa sono stati invece nel corso dei secoli?
E l’America, come si sarebbe evoluta se Colombo non l’avesse scoperta e non vi fosse stata la civiltà occidentale (qualcuno, scherziamoci sopra, direbbe che staremmo meglio noi…)? Sarebbero rimasti barbari e arretrati ugualmente, oltre che pagani.
Lieto di aver trovato comunque punti di visione comuni, e una base di partenza.
Il tennis italiano, non solo Sinner, ha fatto un salto di qualità. Quindi???? Nello sport professionistico si dopano tutti, basta ipocrisia. L’atleta è un’industria, si fa di tutto per farlo vincere. La colpa non è dell’atleta. Sinner fa ciò che le viene ordinato. Ma finiamola con la leggenda della crema massaggiante, come con la Errani nei momenti d’oro, si scoprì che una pillola che usava sua nonna, era finita nel piatto di pasta della Errani……..ma per favore…..!! Chi bara nello sport deve restituire ciò che ha vinto, e deve essere radiato a vita.