
Forse è vero, Dio è morto, ma il Dio cristiano, perché il Dio ebraico è vivo, vive nel dolore di chi ha visto con i propri occhi il mostro della barbarie uscire dalle tenebre e colpire con furia bestiale, tagliare braccia e gambe, mozzare teste, bruciare, stuprare, arrostire neonati nei forni, esaltarsi e gioire, ebbro del sangue giudeo. Il Dio ebraico vive nell’angoscia di chi, sopravvissuto alla Shoah, aveva sognato il ritorno e la pace nella terra dei suoi antenati, unica oasi di democrazia liberale, pluriculturale e multiculturale in Medio Oriente, minacciata dall’odio islamista, abbandonata dall’Occidente benpensante, umanitario, opportunista, compassionevole, calcolatore e squallidamente ipocrita. Dobbiamo certificare la morte del Dio cristiano, in attesa di accogliere il primato di Allah e delle leggi coraniche. I vuoti non rimangono tali a lungo, si riempiono. Per amore o per forza. La retorica antisemita si allunga per bocca di personaggi smaccatamente di parte, ai quali viene concesso il diritto di impartire lezioni a studenti di ogni età e ispirare le folle filopalestinesi che ripetono la consueta sfilza di slogan banali alludenti al genocidio degli ebrei, “dal fiume al mare”, e nel contempo accusano di genocidio Israele e il suo esercito. Un esempio di inadeguatezza del linguaggio e delirio del pensiero indotto da una sostanziale ignoranza della realtà e della storia. I propagandisti dell’antisemitismo che si annida nell’estrema sinistra, nei movimenti neo nazisti, nell’islamismo, tra i cattolici tradizionalisti, non sanno cosa dicono e di cosa parlano. Israele è accusato di apartheid, eppure ha una grande minoranza araba al proprio interno, partiti arabi in parlamento e giudici arabi alla Corte Suprema. E’ accusato di essere colonialista, eppure gli ebrei erano gli abitanti ancestrali di quelle terre il cui ritorno rientra fra i diritti all’autodeterminazione di un popolo. E’ accusato di essere imperialista, pur avendo combattuto solo guerre difensive ed essendosi ritirato da numerosi territori conquistati in battaglia. Le menzogne su Israele sono note, come è nota una verità irritante per chi non può sottrarsi al confronto: Israele è uno degli Stati più ricchi, più liberi e meglio istruiti del mondo, e anche il più felice. Per questo gli ebrei danno fastidio. La sedicente ex ambasciatrice Elena Basile accusa Liliana Segre di essere insensibile alla morte dei bambini palestinesi, poi si scusa, dicendo di aver malinteso le parole della senatrice. Noi, invece, abbiamo colto il pregiudizio antiebraico della Basile. Francesca Albanese, giurista e docente di fabbricazione Onu, fan del terrorismo palestinese, sentenzia che la comunità internazionale dovrebbe sanzionare Israele per lo sterminio, ai limiti del genocidio, dei civili di Gaza. Lo hanno detto persino a Sanremo: “Basta genocidio”. Sanremo è più o meno una sede distaccata dell’università La Sapienza, la culla del sapere moderno, il luogo dove si svolgono convegni per la pace e la giustizia in Medio Oriente. Ma con tutti i suoi cervelloni non è riuscita a venire a capo del significato della parola “genocidio”. Lo ha spiegato con chiarezza il presidente provinciale dell’Anpi di Milano, Cenati, dimessosi dalla guida dell’associazione per ragioni di dissenso. “L’uso del termine genocidio, che presuppone lo sterminio di un’intera popolazione, è fuorviante quando è evidente che Israele sta combattendo una guerra contro il terrorismo. Sdoganare un termine del genere fa sì che il passaggio successivo sia equiparare il dramma della Shoah a quello che sta facendo il governo israeliano. Sono situazioni incomparabili. La popolazione palestinese è vittima di Hamas.” Cenati rimprovera all’Anpi di essersi completamente dimenticata della carneficina del 7 ottobre. “Dimenticanze che fanno ancora più specie perché fu lo stesso Pagliarulo a mostrarsi molto timido quando si trattò di condannare i russi per il massacro di Bucha. Non si possono usare due pesi e due misure”, aggiunge Cenati, che conclude: “Siamo tutti a favore della pace, ma non esiste una vera pace senza giustizia, senza una distinzione netta tra aggressore e aggredito. Lo diceva anche Papa Giovanni XXIII nella sua enciclica Pacem in terris.” Viva l’onestà intellettuale che pone all’occidente destatosi antisemita una questione: perché chiedere a Israele il “cessate il fuoco”, che corrisponde alla richiesta di resa, cioè alla rinuncia a difendere la propria esistenza, invece di chiedere a Hamas di consegnare tutti gli ostaggi e liberare Gaza?
6 commenti su “La cattiva coscienza dell’Occidente…l’opinione di Rita Faletti”
Signora Faletti, finchè l’ Occidente e in particolare l’ Europa dipenderà dal punto di vista energetico sempre di più (addio Russia) dai paesi arabi (mussulmani) e ogni giorno accoglie centinaia e centinaia di profughi mussulmani, non potrà mai difendere Israele come Lei vorrebbe. Motivi di opportunità e saggezza politica ci impongono di essere sempre ambigui.
Ed intanto ci siamo scordati l’Ucraina…
Putin, punta Odessa…vuole arrivare in Moldavia e tagliare lo sbocco a mare, essenziale per il commercio…
La NATO dovrebbe intensificare il controllo e la difesa del Mar Rosso, Mar Nero e tutto il Mediterraneo..
Evitare la collocazione e l’insediamento di porti militari in Nord Africa, sul Mar Rosso e sul Mar Nero…a chicchessia…
Massima ALLERTA….per tutte le infrastrutture sottomarine nei mari sopraccitati..
Non tralasciare i mari dell’estremo Oriente..
La WW3 a pezzi, è commerciale… e si faranno sempre più aggressive le operazioni di subdolo terrorismo…
La colpa è di Hamas , devono consegnarsi , altrimenti , per colpa loro , saranno uccisi e mutilati altri trentamila persone , tra cui 13 mila bambini , loro perché devono nascondersi proprio negli ospedali , che colpa ne hanno gli israeliani , che devono pur difendersi e che hanno subito nel secolo scorso l ‘olocausto e ne portano ancora i segni generazionali? Hamas è più cinico, se fosse una sola persona di Hitler!!! Gli israeliani mai e poi mai farebbero ai palestinesi volutamente quello o pianificherebbero lo sterminio che Hitler pianifico’ per loro
L’ambiguità europea nei confronti di Israele è di molto precedente all’immigrazione musulmana, che contribuisce certamente alla diffusione dell’odio antisemita. L’Europa sta diventando Judenfrei, libera dagli ebrei, come voleva Hitler, e li sta sostituendo con gli islamici. In Norvegia gli ebrei rimasti si contano sulle dita di una mano. La Francia è islamizzata al punto che a Parigi, che si prepara alle Olimpiadi, dalla cupola degli Invalides è scomparsa la croce insieme alla bandiera francese. Ma la Francia, pietra dello scandalo, ha un precedente: Chirac, presidente dalle posizioni altalenanti e uomo influenzabile, si oppose a che nella Costituzione europea fossero menzionate le radici giudaico cristiane della coscienza europea. Il filosofo Remi Brague, parlando delle religioni, ha scritto che il cristianesimo è solo una religione, il giudaismo è una religione e un popolo, l’islam è una religione e una legge, la sharia. Tutto diventa estremamente chiaro e estremamente preoccupante.
Credo che sarebbe prioritario per la sicurezza del mondo dare scacco matto all’Iran, lo stato canaglia alleato della Russia, fornitore di armi ai terroristi e a Putin nella loro guerra all’Occidente. Purtroppo, l’unico paese in grado di farlo è l’America, divisa e in preda al movimento woke.