Aperture domenicali e la posizione di Confcommercio Ragusa

La Protezione civile della Regione Siciliana, con propria circolare n. 20 del 5 giugno ha precisato che tutti gli esercizi commerciali, compresi quelli di “vicinato”, la cui chiusura è stata disposta con l’articolo 12 dell’ordinanza n. 22 del presidente della Regione Siciliana, hanno facoltà di aprire al pubblico anche nelle giornate domenicali a partire da domenica 7 giugno 2020 e fino alla vigenza della citata ordinanza n. 22. A darne comunicazione il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti. Naturalmente le disposizioni riguardano anche l’area iblea. “Già da questa domenica, quindi – precisa Manenti – tutte le attività commerciali del territorio provinciale di Ragusa potranno aprire nel rispetto delle misure di contenimento del contagio e delle linee guida previste per le differenti attività commerciali. Vale la pena di chiarire che il tema delle aperture domenicali sarà ampiamente ridiscusso nei competenti tavoli. Sarà presidente il presidente regionale Francesco Picarella assieme al sottoscritto in qualità di vicepresidente regionale. Siamo certi che i grandi mutamenti scatenati dalla pandemia ci porteranno a trovare soluzioni condivise anche con le parti sociali al fine di armonizzare le norme che forse oggi non rispondono in pieno con le esigenze del mercato”.

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1 commento su “Aperture domenicali e la posizione di Confcommercio Ragusa”

  1. leprenellaluna

    Pare che “il tema delle aperture domenicali” sia così radicato nel cuore dell’uomo da doverlo “ridiscutere ampiamente nei competenti tavoli”.
    Probabilmente, occorre ricreare quel perduto clima di festoso e festivo shopping mutato a causa della pandemia, “armonizzando le norme che forse oggi non rispondono in pieno alle esigenze del mercato”.
    Canoni di una poesia che invita all’armonia delle norme per dare compimento al mercato.
    E’ l’umanità che rinasce e ritrova la sua vera essenza?
    Tutt’altro. La filosofia mercatistica post pandemica inquieta più della precedente, proprio quando si cominciava a sperare in un nuovo umanesimo.
    “Ciò che è stato è quel che sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole……Non resta più ricordo degli antichi, ma neppure di coloro che saranno si conserverà memoria presso coloro che verranno in seguito”.
    E’ il Qoelet, non l’ordine del giorno di presidenti e vice presidenti.
    Buon futuro.

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