“Pinocchio e Giufà” abitano Ragusa Ibla. Dopo l’apertura con la mostra di Sigfrido Bartolini, stasera Alessio Boni

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RAGUSA, 17 Ottobre 2026  – Il legno da cui prende forma Pinocchio, le immagini che ne hanno raccontato le avventure e, adesso, una storia che torna a parlare al presente. È iniziato a Ragusa Ibla “Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo”, il progetto ministeriale che intreccia arti visive, teatro, poesia e musica nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi. Dopo l’inaugurazione della mostra “Dal legno di Geppetto ai legni di Sigfrido Bartolini”, arrivata per la prima volta in Sicilia, e l’incontro dedicato al simbolismo del legno con Andrea Scarabelli e Simonetta Bartolini in dialogo con Fulvia Toscano, la giornata inaugurale ha permesso di scoprire significati meno conosciuti del capolavoro collodiano e di entrare nel lungo e complesso lavoro artistico che ha dato vita a una delle sue più importanti interpretazioni figurative.
Andrea Scarabelli ha richiamato il carattere “canonico” del libro di Collodi, un’opera che va ben oltre la dimensione della letteratura per l’infanzia e continua a offrire molteplici livelli di interpretazione. Pinocchio non è soltanto il racconto delle disavventure di un burattino disobbediente, ma anche la storia di un percorso di formazione, fatto di errori, cadute, prove e trasformazioni. Una lettura simbolica e iniziatica nella quale il passaggio dal pezzo di legno al bambino in carne e ossa diventa metafora della crescita e della realizzazione dell’essere umano. Sono temi approfonditi anche nel volume “Pinocchio svelato”, pubblicato quest’anno da Bietti e curato dallo stesso Scarabelli, che raccoglie contributi dedicati alle interpretazioni simboliche, spirituali ed esoteriche della fiaba, insieme alle tavole di Sigfrido Bartolini.
Proprio al lavoro dell’artista pistoiese è stato dedicato l’intervento di Simonetta Bartolini, studiosa e figlia dell’incisore, che ha ripercorso la straordinaria impresa artistica del padre, soffermandosi sulle tecniche utilizzate e sulla complessità della lavorazione. Dodici anni di ricerca e lavoro per realizzare 309 xilografie destinate all’edizione del centenario di Pinocchio, pubblicata nel 1983 dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi. Un percorso cominciato dalla scelta stessa del materiale: gran parte delle incisioni nacque da tronchi di ciliegio che Bartolini aveva acquistato, fatto tagliare in tavolette e lasciato stagionare per due anni prima di lavorarli. Attraverso l’incisione delle matrici, le successive prove di stampa e l’impiego di legni differenti per le immagini a più colori, l’artista costruì un universo figurativo nel quale ogni dettaglio contribuiva al racconto. Un lavoro minuzioso che prevedeva per ciascuno dei 36 capitoli anche un capolettera inciso e una tavola finale a colori.
È proprio questo processo creativo a essere raccontato dalla mostra allestita nel foyer del Teatro Donnafugata, realizzata in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi e inaugurata con un percorso di approfondimento affidato allo storico dell’arte Andrea Guastella. L’esposizione permette di seguire le diverse fasi della lavorazione, dai primi schizzi e disegni preparatori ai legni incisi, dalle prove di stampa alle xilografie definitive. Un racconto nel racconto, nel quale il legno torna protagonista, prima nelle mani di Geppetto e poi in quelle dell’artista.
Questa sera il programma prosegue con una prima nazionale che sposta lo sguardo dalla celebre metamorfosi del burattino alla condizione dei bambini di oggi. Alle 21.30, nella chiesa di San Vincenzo Ferreri, andrà in scena “Se questo è un bambino – Pinocchio e l’infanzia negata”, liberamente ispirato a “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi. A dare voce al racconto sarà l’attore Alessio Boni, accompagnato dalle musiche di Maurizio Camardi, ai sassofoni, duduk ed elettronica, e Sergio Marchesini, alla fisarmonica. Lo spettacolo è prodotto da AidaStudioProduzioni, da un’idea originale di Elena Marazzita, con testo di Nina Verdelli. La vicenda del burattino viene riletta alla luce di una realtà in cui il luogo di nascita, le condizioni sociali e le possibilità offerte dalla società possono segnare profondamente il destino di ognuno. A sottolineare il valore concreto di questo messaggio, parte del ricavato dei biglietti sarà devoluta a Save the Children, l’organizzazione impegnata nella tutela dell’infanzia e nella difesa dei diritti dei più piccoli.
La tre giorni del progetto si concluderà domani, domenica 18 ottobre, con due appuntamenti. Alle 19.00, al Teatro Donnafugata, Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, Davide Rondoni, poeta e scrittore, e Marco Giorgetti, direttore del Teatro Stabile di Catania, in dialogo con l’ideatrice del progetto Vicky Di Quattro, saranno protagonisti dell’incontro “Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo tra letteratura, poesia e teatro”.
Il confronto metterà in dialogo il personaggio di Collodi e Giufà, figura della tradizione popolare mediterranea, attraverso prospettive letterarie, poetiche e teatrali. Alle 20.30, nell’androne e nel giardino di Palazzo Arezzo di Donnafugata, spazio a “La fiamma dei ragazzini – Pinocchio e Giufà”, nuova creazione site-specific nata a Ragusa Ibla. Il testo è di Davide Rondoni, il progetto di Vicky Di Quattro e la regia di Cinzia Maccagnano. Le musiche originali di Mario Incudine saranno eseguite dal vivo con Antonio Vasta. In scena attori, musicisti e danzatori, con il coinvolgimento di Scenario Pubblico, della Compagnia Zappalà Danza 2 e delle maestranze del Teatro Stabile di Catania. Ideato e diretto da Vicky Di Quattro e promosso da Teatro Donnafugata e Associazione Donnafugata 2000, in collaborazione con il Teatro Stabile di Catania, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi e il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, “Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo” è un Progetto Speciale 2026 del Ministero della Cultura. Il progetto è sostenuto dalla Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Assessorato Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, dal Comune di Ragusa, dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa, dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, da SIAE e dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa. A supporto dell’iniziativa è inoltre una rete di imprese che ha scelto di accompagnare il progetto riconoscendo nella cultura un investimento sul territorio. Sono gold sponsor: Eni, Gruppo Cappadona, Range Rover – Sergio Tumino, Regran. Sono silver sponsor: Argo Software, Reale Mutua Assicurazioni – Cappello e Battaglia, Engel & Völkers, Marina Iblea, Rosso di Sicilia e Valle dell’Acate. Informazioni su www.teatrodonnafugata.it.

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