
Modica, 05 ottobre 2026 – Dalla Sicilia al Friuli, un viaggio nel segno della memoria, della solidarietà e del volontariato. Modica è stata rappresentata a Gemona del Friuli, nel luogo che più di ogni altro racconta la tragedia del terremoto del 6 maggio 1976 e, allo stesso tempo, la straordinaria capacità dell’Italia di reagire e unirsi di fronte a una calamità. A Gemona il sisma provocò circa 400 vittime. Tra loro anche 29 alpini della caserma Goi-Pantanali, diventata negli anni uno dei simboli della tragedia friulana. Il 4 ottobre 1976 rappresentò la conclusione di un periodo di iniziative, eventi e raduni dedicati a quel terremoto che aveva devastato il Friuli pochi mesi prima. Ma la Goi-Pantanali non fu soltanto un luogo di dolore. Fu anche uno dei centri dai quali passò la grande macchina della solidarietà: uomini, mezzi e aiuti arrivarono da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Ed è proprio da quella esperienza che il nostro Paese comprese quanto fosse importante costruire un sistema capace di coordinare tutte le forze impegnate nelle emergenze. Una lezione raccolta e sviluppata da Giuseppe Zamberletti, protagonista della nascita della moderna Protezione Civile italiana, fondata sulla collaborazione tra Stato, Regioni, Enti locali e volontariato. Oggi, a quasi mezzo secolo di distanza, quella storia continua attraverso migliaia di volontari che scelgono di dedicare tempo, energie e professionalità agli altri. Tra questi anche il rappresentante del GCVPC 056 di Modica, presente a Gemona insieme a numerosi colleghi provenienti da altre regioni italiane. «Per me è un onore essere qui e ricordare le vittime insieme a tanti altri colleghi delle altre regioni», il messaggio che racchiude il significato di una presenza vissuta non soltanto come un incarico, ma come un momento di profondo valore umano e istituzionale. Un’emozione resa possibile anche grazie alla fiducia ricevuta dal territorio e dai vertici della Protezione Civile. «Ringrazio il Direttore Regionale Salvo Cocina, i NOPI funzionari del Servizio Volontariato S.07, i NOPI funzionari del Servizio regionale di Protezione Civile per la provincia di Ragusa S.14, il mio coordinatore e tutti i colleghi del GCVPC 056 per avermi dato fiducia e avermi permesso di rappresentare Modica». Una rappresentanza che assume un significato particolare proprio perché arriva dalla Sicilia, una terra che conosce bene il valore della solidarietà e dell’intervento della Protezione Civile nei momenti più difficili. Da Modica a Gemona, dunque, nel segno di una memoria che unisce. Una memoria che non guarda soltanto al passato, ma che richiama ogni volontario alla propria responsabilità: esserci, aiutare, intervenire e, soprattutto, non dimenticare. Perché dalla tragedia del Friuli nacque una delle più importanti lezioni di solidarietà della storia italiana. E oggi, davanti alla caserma Goi-Pantanali, quella lezione continua a vivere attraverso i volontari di Protezione Civile che, da Nord a Sud, tengono vivo lo spirito di chi nel 1976 si mise in cammino per aiutare una popolazione ferita.



