Bonus asili nido e accreditamento delle strutture a Modica, Confcooperative Ragusa fa chiarezza

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Modica, 23 settembre 2026 – In merito al dibattito che negli ultimi mesi ha interessato la questione del cosiddetto bonus asilo nido e delle procedure di accreditamento delle strutture educative per la prima infanzia nel territorio di Modica, Confcooperative Ragusa ritiene opportuno intervenire per fornire alcuni chiarimenti utili alle famiglie e agli operatori del settore.
«Abbiamo ritenuto che non fosse necessario intervenire pubblicamente fino a oggi, perché il nostro lavoro si è sempre svolto nelle sedi istituzionali competenti, con spirito costruttivo e senza alimentare contrapposizioni tra diverse tipologie di servizi educativi», afferma Ilenia Basile, componente del Consiglio territoriale di Confcooperative Ragusa. «Tuttavia, il protrarsi del dibattito e la diffusione di informazioni parziali rendono necessaria una puntualizzazione a vantaggio delle famiglie e degli stessi operatori». Come ricorda Confcooperative, il bonus asilo nido è un contributo erogato dall’Inps alle famiglie sulla base di specifici requisiti, tra cui il valore Isee e la documentazione prevista dalla normativa vigente. Negli ultimi anni le procedure sono state progressivamente aggiornate, fino all’introduzione, nel 2026, di requisiti più stringenti per l’accreditamento delle strutture, con la necessità dell’iscrizione agli albi previsti dalla normativa.
Particolarmente significativo è stato il percorso intrapreso dal Comune di Modica per l’istituzione dell’albo comunale degli asili nido. Un lavoro che ha richiesto la costituzione degli organismi preposti, la valutazione delle domande e la verifica della documentazione necessaria. Ad oggi diverse strutture risultano regolarmente iscritte e i loro utenti possono accedere al beneficio previsto dall’Inps.

«È importante evitare semplificazioni», prosegue Ilenia Basile. «Le diverse tipologie di servizi educativi per la prima infanzia seguono percorsi normativi specifici. L’obiettivo deve essere quello di accompagnare tutte le strutture verso il pieno rispetto dei requisiti previsti, nell’interesse delle famiglie e della qualità dei servizi offerti ai bambini». Richiamata, poi, l’attenzione sulla necessità di riportare il confronto su un piano costruttivo. «Quando si parla di servizi destinati all’infanzia – ancora Basile – occorre mantenere senso di responsabilità e rigore. Le cooperative e le strutture che operano in questo settore svolgono una funzione sociale fondamentale e meritano di essere sostenute nel percorso di adeguamento alle norme. La qualità dei servizi educativi e la tutela dei bambini devono rappresentare il punto di incontro tra istituzioni, famiglie e operatori, evitando polemiche che rischiano di generare confusione». Per Confcooperative Ragusa, la vicenda evidenzia anche un tema più ampio: «Le nuove disposizioni introdotte a livello nazionale e regionale puntano a garantire standard sempre più elevati. Questo comporta responsabilità aggiuntive per i gestori, ma rappresenta anche un’opportunità per rafforzare l’intero sistema dei servizi per l’infanzia. Come Confcooperative continueremo a sostenere le nostre associate e tutte le realtà che operano seriamente nel territorio affinché possano completare i percorsi di accreditamento e offrire servizi sempre più qualificati alle famiglie. D’altro canto, le strutture iscritte pubblicizzano la propria iscrizione per una questione di sicurezza (messaggio trasferito alle famiglie) e non certo per concorrenza sleale. La legge, da questo punto di vista, esiste per essere rispettata e applicata e non possono esistere figli e figliastri». Confcooperative Ragusa esprime infine apprezzamento per le strutture che hanno già completato il percorso di iscrizione agli albi previsti dalla normativa e auspica che anche le altre possano raggiungere quanto prima i requisiti richiesti.
«Siamo realtà che erogano servizi essenziali per le famiglie», conclude Ilenia Basile. «Operiamo nel rispetto delle norme e con l’obiettivo primario di garantire il benessere dei bambini che ogni giorno ci vengono affidati. È da questo principio che deve partire ogni confronto sul futuro dei servizi per l’infanzia».

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