
Ragusa, 22 settembre 2026 – Il caro carburante sta diventando una tassa quotidiana su lavoratori, pensionati e famiglie. Un peso che si somma all’aumento del costo della vita, svuota salari e pensioni e rende sempre più difficile affrontare le spese di ogni giorno. Per questo la CGIL di Ragusa ha convocato per il prossimo 2 ottobre un incontro territoriale aperto, con l’obiettivo di costruire una risposta comune e arrivare alla definizione di una giornata di mobilitazione generale.All’incontro saranno invitati le forze sociali, le associazioni di categoria, i sindaci e le amministrazioni comunali della provincia, i deputati regionali del territorio, i rappresentanti istituzionali e la Prefettura. La CGIL vuole mettere attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti che hanno responsabilità e capacità di intervento, superando quella che il sindacato considera una fase di immobilismo non più tollerabile.”Non siamo più davanti a un semplice rincaro, ma a una vera emergenza sociale”, dichiara il segretario generale della CGIL di Ragusa, Giuseppe Roccuzzo. “Il prezzo dei carburanti colpisce tre volte, quando il lavoratore si reca al lavoro, quando aumenta il costo delle merci e quando, alla fine del mese, ci si accorge che lo stipendio vale sempre meno. Il risultato è evidente, il carrello della spesa diventa sempre più pesante nel prezzo e sempre più leggero nel contenuto”.Secondo la CGIL, l’aumento dei carburanti rischia inoltre di vanificare buona parte degli sforzi compiuti sul fronte della contrattazione salariale. Gli adeguamenti conquistati nei contratti vengono infatti rapidamente erosi dall’inflazione, dai rincari energetici e dal maggiore costo degli spostamenti quotidiani.Proprio su quest’ultimo fronte, la CGIL annuncia che il 2 ottobre presenterà anche una proposta specifica per contribuire a sostenere i costi affrontati ogni giorno dai lavoratori pendolari. Migliaia di persone, in provincia di Ragusa, sono costrette a utilizzare quotidianamente l’auto per raggiungere il posto di lavoro, spesso percorrendo decine di chilometri senza disporre di alternative reali nel trasporto pubblico. L’aumento dei carburanti si traduce così in una vera e propria trattenuta indiretta sul salario, tanto più pesante quanto maggiore è la distanza tra casa e luogo di lavoro. “Non possiamo continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi”, prosegue Roccuzzo. “Lavoratori e famiglie non possono essere considerati il bancomat permanente di ogni crisi. Per molti pendolari andare a lavorare significa oggi spendere una quota sempre più consistente dello stipendio soltanto per raggiungere il proprio posto di lavoro. È una contraddizione che non possiamo più accettare. Il 2 ottobre lanceremo una proposta concreta anche su questo tema, perché il costo della mobilità non può continuare a ricadere interamente sulle spalle dei lavoratori”.La CGIL chiede quindi misure concrete per contenere il costo dei carburanti, intervenire sul peso delle accise e difendere il potere d’acquisto. Ma soprattutto vuole costruire una pressione sociale capace di riportare la questione al centro dell’agenda politica.”Il silenzio rischia di trasformarsi in assuefazione e l’assuefazione in rassegnazione. Noi non ci stiamo”, afferma ancora Roccuzzo. “Per questo il 2 ottobre vogliamo chiamare a raccolta tutto il territorio. Non una passerella e non una riunione rituale, ma un momento nel quale decidere insieme cosa fare e come farlo.
Se sarà necessario, siamo pronti a costruire una mobilitazione forte, visibile e partecipata”.L’incontro del 2 ottobre servirà dunque a definire una piattaforma condivisa, presentare la proposta a sostegno dei lavoratori pendolari e individuare le forme della protesta, con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini, categorie economiche, forze sociali e amministrazioni.”Quando il costo di andare al lavoro diventa quasi un lusso, non siamo più davanti a una questione economica, siamo davanti a una questione di giustizia sociale”, conclude Roccuzzo. “Su questo la CGIL di Ragusa intende aprire una vertenza vera. E questa volta nessuno potrà dire di non sapere



6 commenti su “Il caro carburante strangola famiglie e lavoratori: la CGIL chiama a raccolta tutta la provincia”
Usa intervengono in Venezuela e hanno premura di riservari il petrolio.
Gli usa bombardano raffinerie e depositi carburante in iran, oltre che petroliere.
L’iran bombarda raffinerie e petroliere.
L’ucraina bombarda raffinerie in Russia e ci distrugge il nord stream.
Ma nessuno si accorge che c’è qualcosina che non torna, nessuno si sente un tantino preso per i fondelli?
I lavoratori senza il grin pass non possono partecipare
Si chiamano “recite” per babbei.
Si chiamano passerelle che non servono a nulla per ammuccalapuna.
Lo scrivevo che vi portavano la catastrofe.
E non venite a raccontarci che con voi al governo le cose andrebbero diversamente, perché sono solo balle colossali per babbei.
Dovete ubbidire a Bruxelles, e fareste esattamente ciò che sta facendo Giorgia.
Sapete solo recitare, in realtà il vostro Prodi e D’Alema hanno svenduto l’Italia e gli italiani firmando il trattato di Lisbona.
Forse come scrive qualcuno, facciamo governare Zelenski a Roma, ha più potere dei nostri attori da circo, tutti compresi.
La Schlein che urla di tassare gli extra profitti…… Messa a governare farebbe ciò che sta facendo la Giorgia
Siamo in economia di guerra, quindi evitate queste pagliacciate, perché di pagliacciate si tratta.
Non avete soluzioni, siete solo degli uscieri passacarte di Bruxelles e Washington.
Adesso la Giorgia che vuole togliere il Burka😂😂😂 sono solo balle, campagna elettorale per le elezioni 2027.
Non credete a questi personaggi, non contano nulla.
Il caro vita continuerà a crescere perché siamo in mano ad attori da circo agli ordini di del…..ti di Bruxelles.
Bruxelles vi ha presentato il conto.
Merz in Germania che non passa neanche lo sbarramento. Ma non se ne va nonostante il popolo non lo vuole.
Hanno ridotto in macerie Italia ed Europa.
Incapaci! Vergogna!
Sig. Gino, vuole togliere il burka a tutti quelli che ha fatto e fa entrare, fra l’altro.
Sig Paolo
Si avvicinano le elezioni, e ricomincia a raccontare frottole per babbei.
Non conta nulla, non può toccare un solo euro dalle casse dello Stato italiano senza il benestare dei del……..ti di Bruxelles.
Lo chiamano debito pubblico, in realtà se c’è un debito c’è un creditore.
I creditori sono i cittadini italiani, e si chiama debito di Stato, debiti che loro hanno creato verso i cittadini.
Non può neanche cacciare un immigrato, o fare arrestare una semplice borseggiatrice.
È questo discorso vale per questo governo, come pure per i futuri governi, anche pdiota che sia, o tecnici.
Hanno ancora il coraggio di farsi vedere e vendere fumo, fumo per babbei naturalmente.
Si nascondono dentro palazzi e auto blindate, se fossero amati dalla gente vivrebbero in mezzo alla gente.
Creano emergenze e disastri lasciando macerie perché incapaci, o per obbedienza a scopo di business verso l’hobby e banche.
Obbedienza a scopo di business verso l’hobby?
Scrivi cavolate ti metti i pollici e sei sempre lo stesso 🫏🫏🫏❎🫏🫏🫏
Da pdiota a P🫏🫏🫏🫏🫏🫏