
Ragusa, 22 settembre 2026 – Ragusa è la provincia siciliana con la più alta incidenza di rientri rispetto agli espatri. Nel quinquennio 2021-2025, a fronte di 857 giovani trasferitisi all’estero, 539 sono rientrati. Il rapporto tra rientri ed espatri raggiunge così il 63%, il valore più elevato tra le province siciliane. Il dato emerge dal rapporto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro sui movimenti dei giovani italiani da e verso l’estero pubblicato in questi giorni. “Un segnale positivo – dice il presidente di ANCE Ragusa, Giorgio Firrincieli -, che però non deve nascondere l’altra faccia del fenomeno. Nello stesso periodo, infatti, gli espatri dalla provincia di Ragusa sono aumentati del 26,9% rispetto al quinquennio precedente, passando da 675 a 857. Sono numeri – prosegue Firrincieli – che ci consegnano insieme una conferma e un avvertimento. La conferma è che Ragusa conserva una capacità di richiamo importante: chi parte può scegliere di tornare. L’avvertimento è che continuiamo a perdere troppi giovani e competenze. Il vero obiettivo non può essere soltanto farli rientrare, ma creare le condizioni perché possano costruire qui il proprio futuro”.
Il dato si inserisce in un quadro demografico ed economico che ANCE Ragusa richiama da tempo. La capacità di un territorio di trattenere capitale umano dipende dalla disponibilità di lavoro qualificato, servizi, abitazioni accessibili, collegamenti efficienti e prospettive di crescita.
Da questo punto di vista, infrastrutture e costruzioni assumono un ruolo che va ben oltre il singolo cantiere.
“La conclusione del ciclo straordinario del PNRR – spiega Firrincieli – rende ancora più urgente una programmazione di medio e lungo periodo. La Ragusa-Catania, il completamento della Siracusa-Gela, la rigenerazione delle città, l’edilizia abitativa e gli investimenti pubblici e privati non sono soltanto opere: sono condizioni di competitività e, soprattutto, strumenti per dare ai giovani una ragione concreta per restare o per tornare”.
Per ANCE Ragusa il dato sui rientri rappresenta dunque un’opportunità da non disperdere.
“Se Ragusa riesce già oggi a riportare a casa 63 giovani ogni 100 che partono, significa che esiste un legame forte con questo territorio. La sfida della politica e delle istituzioni è trasformare quel legame in opportunità. Perché un giovane non torna definitivamente per nostalgia: torna se trova lavoro, servizi, infrastrutture e qualità della vita. È su questo che dobbiamo investire oggi per costruire la Ragusa dei prossimi dieci anni”, conclude Firrincieli.


