
Caro on. Drago,
ti scrivo oggi con il cuore colmo di nostalgia, ma anche con una grandissima gratitudine. A volte il tempo scorre veloce, ma ci sono persone che lasciano un’impronta così profonda da non svanire mai. Tu sei una di queste.
Tralasciando il nostro rapporto di vecchia amicizia e di colleghi, desidero pensare a te ripensando alla politica nella sua forma più bella e rara: non come occupazione di spazi o ricerca del potere, ma come dedizione silenziosa, ascolto vero e coraggio delle idee. Hai dimostrato che le istituzioni non sono palazzi lontani, ma case aperte. Ci hai insegnato che la gentilezza non è debolezza e che l’onestà non è ingenuità, ma la bussola più sicura per orientarsi anche nelle tempeste più difficili. Spesso ti sei caricato sulle spalle i pesi degli altri, trasformando la rabbia e la rassegnazione in progetti, in speranza, in futuro.
Oggi il tuo esempio ci manca, ma la tua lezione è qui, ben viva in chi ha avuto la fortuna di camminare un tratto di strada insieme a te. Il modo migliore per ricordarti non è soltanto custodire la memoria, ma continuare a coltivare la stessa passione per il bene comune, con la stessa schiettezza e lo stesso amore per la nostra comunità.
Grazie per non aver mai smesso di credere che le cose potessero cambiare in meglio. Grazie per essere stato una persona speciale, prima ancora che un politico straordinario, come dimostrano i tanti e importanti incarichi ricevuti. Modica, Scicli e la provincia ragusana tutta ti devono essere grate. E quale buon segno sarebbe ricordarti con l’intitolazione della statale che va dal bar Fucsia a Bruno Euronics?
Con affetto e stima immensa,
Federico Mavilla



6 commenti su ““Caro amico Peppe Drago, ti scrivo”. Riceviamo”
Era al servizio del popolo .
Non è morto ricco .
Non ha ricercato il potere fine a se stesso.
La cerchia non è stata sempre onestà con lui .
Molti hanno ricevuto del bene da lui .
Un mio amico per puro caso ha avuto un suo ex numero telefonico di rete fissa , dopo anni nella segreteria telefonica trovava tanti messaggi di persone che lo cercavano ,che cercavano favori , sistemazione dei figli ecc ecc .
Modica è in debito con Peppe Drago .
Il massimo rispetto per Peppe Drago come uomo: nulla da eccepire. Ma, per quanto riguarda la sua carriera politica, ho le mie riserve.
-Partito da sinistra, dal partito socialista e finito a destra nel ccd democristiano passando dalla speranza di inserirsi in forza italia-
Il commento di Amo Modica è l’evidenza di una tipica mentalità modicana e, più in generale, del Sud: «Messaggi di persone che lo cercavano, che cercavano favori, sistemazione per i figli, ecc. ecc.». Questa è stata, troppo spesso, la politica a Modica. “Cu mi runa a manciari, u ciamu papà.”
Alcuni commentatori di questo blog, che sputano veleno contro tutti, tanto a destra quanto a sinistra, e poi ricordano di essere stati grandissimi amici di Drago, già: hanno ricevuto proprio ciò che il povero Amo Modica racconta e, quindi, non possono parlarne male.
E voi pensate davvero che la politica di un territorio, o dell’intero Sud, possa andare avanti in questo modo? Possiamo davvero considerare bravo un politico perché è capace di fare favori personali o collettivi?
In questo ultimo caso (favori collettivi e assunzioni industriali), parliamo di un’intera generazione di ex articolisti e lavoratori socialmente utili che, aggirando le normali procedure previste dalle leggi nazionali, secondo le quali l’accesso alla pubblica amministrazione avviene attraverso concorsi pubblici, con regole e commissioni, sono entrati invece nel sistema attraverso forme di arruolamento legate alle segreterie politiche, per poi ottenere, negli anni e sulla base delle convenienze politiche del momento, in seguito le successive stabilizzazioni creando serbatoi di voti clientelari a certa politica.
E tutto questo alla faccia di chi, invece, seguiva le procedure ordinarie e le regole previste dalla legge (rimasti fuori, capisci Amo Modica perchè sei rimasto fuori?).
Un meccanismo, per certi versi, non troppo diverso da quello che abbiamo visto con i grillini, che hanno abituato tante persone a ricevere ingiustamente il reddito di cittadinanza e, in alcuni casi, a continuare contemporaneamente a lavorare in nero.
Questa è una delle palle al piede di un Sud che, finché continuerà a ragionare secondo queste logiche, difficilmente potrà risollevarsi. E lo sappiamo bene, dottor Mavilla.
Concetto
Fai il maestrino ,spieghi la teoria , del politico come dovrebbe essere , poi se hai un problema dubito che non cerchi aiuto ,
Il singolo politico vive in mezzo alla gente ed è normale che venga cercato dalla gente che ha bisogno. Alzi la mano chi nel bisogno non cerchi aiuto ,
Oggi a Modica a chi vuoi cercare aiuto ?????
Solo Gnaziu ,l ‘unico che ha la voglia di aiutarti.
Parli di articolisti , ebbene gli articolisti risalgono agli anni 80 , quanti hanno beneficiato di questo serbatoio???
Sai chi votono gli articolisti ??
PD E M5S.
Quindi danno il voto a chi non gli ha aiutati .
Il sud è fuori perché il nord maggioritario ci tiene fuori .
Studia le dinamiche e poi vieni a farmi la lezioncina di etica
Ciao .
Amo Modica, una domanda non polemica.
Perché Abbate, viste le funzioni che svolge anche a livello statutario ed il ruolo che ha, non porta avanti il discorso degli artt. 36 e 37? Perché ritengo che più che piccoli o grandi aiuti, seppur limitati, la Sicilia abbia bisogno di questo, dell’applicazione dello statuto.
Per carità, nessuno ha portato avanti questa battaglia prima di lui, chi lo ha fatto è stato isolato o etichettato come secessionista (come se fosse un male… Anche se il termine più corretto sarebbe indipendentista).
Però la chiave per questa terra è proprio lì. Siamo quelli con lo statuto più blindato, ma gli unici che non lo fanno rispettare.
Certo, sarebbe uno scontro con lo stato, figurarsi se cedono miliardi.
Ma con la giusta comunicazione, i siciliani che ignorano completamente questa cosa (forse il 90%), lo sosterrebbero anche se attaccato politicamente? Avrebbe anche parecchia visibilità, cosa che un politico ovviamente ricerca.
Sono ripetitivo, ma è un argomento chiave da miliardi che cambierebbe le sorti.
Paolo sai che sono daccordissimo con te .
Lombardo c’ha provato e sappiamo come lo hanno ridotto, prima era un’uomo di successo.
Riccardo Minardo ,aveva chiesto uno sconto sui carburanti alla pompa per le province più inquinate dalle raffinerie ,e sappiamo come lo hanno azzoppato .
Questo argomento non sa da toccare .
Gnaziu ha la necessaria dose di coraggio per provarci ,
Ma non glielo consiglio, si brucerebbe sotto il fuoco di Roma .
Bisogna essere in tanti per questa battaglia, uno allo volta viene facilmente eliminato.
Per questo le chiedevo. Se volesse dimostrare la sua buona fede, sarebbe l’occasione per anteporre la terra agli interessi politici.
È ovvio che sarebbe necessaria la giusta dose di furbizia ed una comunicazione alle persone semplice, esaustiva e diretta, servirebbe anche carisma, ed una squadra affiatata e fidata.
Lei sa come me la penso sulla politica in generale e sui politici, non appartengo a schieramenti.
Ma questa battaglia la sosterrei, perché chi la dovesse portare avanti, so che correrebbe dei rischi.
Penso che nei siciliani ci sia ancora una fiammella di orgoglio ed appartenenza, di voglia di riscatto, forse più in altre province che nella nostra, più “isolata”, diversa sia nel bene che nel male. Andrebbe solo risvegliata.
Perché sinceramente, ne ho le scatole piene sia degli autorazzisti che danno la colpa di tutto ai siciliani, che hanno sempre e solo subito, sia ai continentali che avendo depredato questa terra si vantano di essere produttivi, ed affermano che siamo una palla al piede, arretrati ed evasori. Sono solo ignoranti, entrambi.
Se si ristabilisce il giusto, questa terra sarebbe la prima per economia. Ed i siciliani sanno inventarsi, sono grandi lavoratori instancabili, sanno soffrire con dignità e sanno gioire, il “problem solving” è nel sangue da secoli, altro che dottrine professionali moderne.
Lei si immagina cosa si potrebbe fare con 7 8 o 9 miliardi all’anno di entrate?
Ci mangerebbero? Probabile. Ma come in altre regioni, con la differenza che quando i soldi sono spesi bene, nell’interesse delle persone, nessuno si accorge o si lamenta di nulla.
E sono li, in quei due articoletti del nostro statuto, basta pretenderli, senza dover dire grazie a nessuno. Se non adesso, quando? Siamo veramente così incapaci nel farci rispettare?
A cosa è servito il sacrificio dei siciliani che hanno lottato per questo, se ci facciamo prendere per i fondelli da tutti?