“Caro amico Peppe Drago, ti scrivo”. Riceviamo

Tempo di lettura: 2 minuti

Caro on. Drago,

ti scrivo oggi con il cuore colmo di nostalgia, ma anche con una grandissima gratitudine. A volte il tempo scorre veloce, ma ci sono persone che lasciano un’impronta così profonda da non svanire mai. Tu sei una di queste.

Tralasciando il nostro rapporto di vecchia amicizia e di colleghi, desidero pensare a te ripensando alla politica nella sua forma più bella e rara: non come occupazione di spazi o ricerca del potere, ma come dedizione silenziosa, ascolto vero e coraggio delle idee. Hai dimostrato che le istituzioni non sono palazzi lontani, ma case aperte. Ci hai insegnato che la gentilezza non è debolezza e che l’onestà non è ingenuità, ma la bussola più sicura per orientarsi anche nelle tempeste più difficili. Spesso ti sei caricato sulle spalle i pesi degli altri, trasformando la rabbia e la rassegnazione in progetti, in speranza, in futuro.

Oggi il tuo esempio ci manca, ma la tua lezione è qui, ben viva in chi ha avuto la fortuna di camminare un tratto di strada insieme a te. Il modo migliore per ricordarti non è soltanto custodire la memoria, ma continuare a coltivare la stessa passione per il bene comune, con la stessa schiettezza e lo stesso amore per la nostra comunità.

Grazie per non aver mai smesso di credere che le cose potessero cambiare in meglio. Grazie per essere stato una persona speciale, prima ancora che un politico straordinario, come dimostrano i tanti e importanti incarichi ricevuti. Modica, Scicli e la provincia ragusana tutta ti devono essere grate. E quale buon segno sarebbe ricordarti con l’intitolazione della statale che va dal bar Fucsia a Bruno Euronics?

Con affetto e stima immensa,

Federico Mavilla

© Riproduzione riservata

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

2 commenti su ““Caro amico Peppe Drago, ti scrivo”. Riceviamo”

  1. Era al servizio del popolo .
    Non è morto ricco .
    Non ha ricercato il potere fine a se stesso.
    La cerchia non è stata sempre onestà con lui .
    Molti hanno ricevuto del bene da lui .
    Un mio amico per puro caso ha avuto un suo ex numero telefonico di rete fissa , dopo anni nella segreteria telefonica trovava tanti messaggi di persone che lo cercavano ,che cercavano favori , sistemazione dei figli ecc ecc .
    Modica è in debito con Peppe Drago .

    1
    7
  2. Il massimo rispetto per Peppe Drago come uomo: nulla da eccepire. Ma, per quanto riguarda la sua carriera politica, ho le mie riserve.
    -Partito da sinistra, dal partito socialista e finito a destra nel ccd democristiano passando dalla speranza di inserirsi in forza italia-
    Il commento di Amo Modica è l’evidenza di una tipica mentalità modicana e, più in generale, del Sud: «Messaggi di persone che lo cercavano, che cercavano favori, sistemazione per i figli, ecc. ecc.». Questa è stata, troppo spesso, la politica a Modica. “Cu mi runa a manciari, u ciamu papà.”
    Alcuni commentatori di questo blog, che sputano veleno contro tutti, tanto a destra quanto a sinistra, e poi ricordano di essere stati grandissimi amici di Drago, già: hanno ricevuto proprio ciò che il povero Amo Modica racconta e, quindi, non possono parlarne male.
    E voi pensate davvero che la politica di un territorio, o dell’intero Sud, possa andare avanti in questo modo? Possiamo davvero considerare bravo un politico perché è capace di fare favori personali o collettivi?
    In questo ultimo caso (favori collettivi e assunzioni industriali), parliamo di un’intera generazione di ex articolisti e lavoratori socialmente utili che, aggirando le normali procedure previste dalle leggi nazionali, secondo le quali l’accesso alla pubblica amministrazione avviene attraverso concorsi pubblici, con regole e commissioni, sono entrati invece nel sistema attraverso forme di arruolamento legate alle segreterie politiche, per poi ottenere, negli anni e sulla base delle convenienze politiche del momento, in seguito le successive stabilizzazioni creando serbatoi di voti clientelari a certa politica.
    E tutto questo alla faccia di chi, invece, seguiva le procedure ordinarie e le regole previste dalla legge (rimasti fuori, capisci Amo Modica perchè sei rimasto fuori?).
    Un meccanismo, per certi versi, non troppo diverso da quello che abbiamo visto con i grillini, che hanno abituato tante persone a ricevere ingiustamente il reddito di cittadinanza e, in alcuni casi, a continuare contemporaneamente a lavorare in nero.
    Questa è una delle palle al piede di un Sud che, finché continuerà a ragionare secondo queste logiche, difficilmente potrà risollevarsi. E lo sappiamo bene, dottor Mavilla.

    9
    5

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Radio RTM Modica
Torna in alto