
MODICA, 09 Settembre 2026 – La nascita del “Comitato del cimitero storico di Modica” non risponde a un progetto organico di tutela dell’intero complesso monumentale, bensì al tentativo di risolvere le conseguenze della mancata manutenzione di un’edicola funeraria privata: quella del Circolo Giuseppe Di Vittorio, legato storicamente al PCI e successivamente confluito nella CGIL. È quanto denuncia in una nota ufficiale Carmelo Modica, che solleva forti perplessità sull’operazione e sull’istanza di finanziamento regionale da circa due milioni di euro avanzata per il sito.
La questione originaria, circoscritta alle cattive condizioni conservative del manufatto privato e alla difficoltà di individuarne gli effettivi responsabili o eredi, sarebbe stata progressivamente estesa alla salvaguardia dell’intero cimitero per raccogliere consenso e intercettare risorse pubbliche. Secondo la ricostruzione, l’operazione rischierebbe di trasformare una spesa privata in un onere a carico della collettività, violando il principio per cui gli obblighi di manutenzione gravano unicamente sui concessionari o aventi causa, anche qualora il bene rivesta un pregio storico o artistico.
L’intervento del Comune, pur legittimo e doveroso in caso di pericoli per la pubblica incolumità, non può tradursi in un’acquisizione di fatto del bene né esonerare i soggetti responsabili dai propri obblighi. Qualora l’ente locale fosse costretto ad anticipare somme d’urgenza, dovrebbe tassativamente recuperarle nei confronti dei titolari. La situazione appare ancor più delicata considerando la condizione di dissesto finanziario in cui versa il Comune di Modica, rendendo inaccettabile che i cittadini paghino le conseguenze dell’inerzia altrui.
Alla luce di tali premesse, Carmelo Modica chiede all’Amministrazione comunale di non sostenere richieste di finanziamento destinate a edicole private, di procedere a una verifica rigorosa della titolarità e della situazione patrimoniale dell’ex Circolo Di Vittorio — valutando anche il palazzo esistente a San Giovanni — e di separare nettamente gli interventi pubblici da quelli privati. Si sollecita inoltre la pubblicazione dell’elenco dei manufatti interessati, il recupero coattivo delle somme anticipate per urgenza e il passaggio preventivo della questione in Consiglio comunale.
Al Presidente della Regione Siciliana viene chiesto di non erogare alcun fondo senza una completa ricognizione preliminare sulla natura pubblica o privata dei beni. Infine, lo stesso firmatario si riserva di trasmettere l’intera documentazione alla Procura regionale della Corte dei conti per la tutela dell’erario qualora l’iter dovesse proseguire senza i necessari accertamenti amministrativi.


