
RAGUSA, 08 Settembre 2026 – Un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito nella mattinata di ieri, 7 settembre, all’interno della Casa Circondariale di Ragusa. L’episodio, reso noto dalla Confederazione sindacale Con.si.pe, ha visto protagonista un detenuto extracomunitario che si è scagliato improvvisamente contro il poliziotto in servizio all’interno della struttura.
L’accaduto riaccende i riflettori sulle condizioni di lavoro del corpo di polizia e sull’emergenza cronica che interessa gli istituti penitenziari della Sicilia. Dal sindacato arriva una denuncia netta: le aggressioni al personale sono ormai all’ordine del giorno e trovano la loro radice in un mix esplosivo di criticità irrisolte, tra cui il sovraffollamento cronico, la presenza di soggetti con gravi problematiche psichiatriche e una pesante carenza di organico.
La situazione del carcere di Ragusa viene definita particolarmente critica dalla Con.si.pe. Attualmente la popolazione detenuta all’interno della struttura ha superato quota 220 presenze, a fronte di un organico della Polizia Penitenziaria che si aggira intorno alle 70 unità. Una sproporzione numerica che, secondo le sigle sindacali, rende quasi impossibile la gestione quotidiana della sicurezza e il controllo delle sezioni.
Sulla vicenda è intervenuto Salvino Marino, delegato nazionale della Confederazione sindacale Con.si.pe, che ha usato parole durissime per descrivere il clima all’interno degli istituti di pena. «Quanto accaduto dimostra ancora una volta l’allarmante situazione del sistema penitenziario in sofferenza», dichiara Marino, rimarcando come sia ormai inaccettabile tollerare il ripetersi di violenze contro gli operatori che ogni giorno garantiscono la legalità e la sicurezza dietro le sbarre.
Il sindacato inserisce l’episodio di Ragusa in un contesto regionale segnato da fortissime tensioni, ricordando i recenti fatti di cronaca registrati anche nelle carceri di Siracusa e Trapani, tasselli di un’emergenza carceraria siciliana che richiede risposte e interventi urgenti da parte delle istituzioni competenti.


