
MODICA, 08 Agosto 2026 – In seguito alle recenti turbolenze politiche a Modica e all’uscita dalla maggioranza dei rappresentanti del movimento civico “Prendiamocicura”, facciamo il punto della situazione con il segretario cittadino di Forza Italia, Giorgio Aprile. Un’occasione per chiarire gli obiettivi della verifica amministrativa avviata insieme alla sindaca Monisteri e replicare alle recenti polemiche.
Segretario Aprile, negli ultimi mesi la scena politica modicana è stata al centro di dinamiche complesse. Da dove nasce l’esigenza di questa verifica politica e amministrativa?
«La nostra premessa parte da lontano. Insieme alla sindaca Monisteri abbiamo avviato a giugno una “verifica politica e amministrativa”, ufficializzata con un comunicato congiunto, con l’obiettivo chiaro di ridisegnare gli equilibri amministrativi e dare più slancio al governo cittadino. Un disegno che fin dall’inizio prevedeva il coinvolgimento di tutte le forze politiche del centrodestra. A livello provinciale e regionale, penso al lavoro dell’onorevole Minardo, di Cugnata e di Leontini, Forza Italia sta lavorando costantemente per far sì che il centrodestra torni compatto in ogni territorio. Abbiamo il merito di aver riattivato il confronto politico, rompendo una fase di stallo e mantenendo una linea chiara e aperta al dialogo, cercando di coinvolgere gli alleati anche quando non erano presenti in consiglio.»
Qual era l’obiettivo principale di questo percorso di unificazione a Modica?
«Puntavamo a includere tutti gli alleati, inclusi quelli non rappresentati in consiglio, per disegnare un’alleanza solida con un percorso condiviso per il futuro. Il progetto della sindaca Monisteri, volto al rilancio della città, necessitava proprio di questo confronto con i partiti del centrodestra e gli stakeholder politici vicini all’amministrazione, così da condividere una visione a lungo termine. Abbiamo cercato di ricomporre le diverse anime, come emerso anche in occasione delle elezioni provinciali. Se questo tentativo non ha avuto esito positivo immediato, non è certo per demerito di Forza Italia, che ha mantenuto una posizione coerente di apertura. Le dinamiche interne ai partiti hanno frenato un processo che resta comunque inevitabile se vogliamo tornare a governare uniti. Il nostro tentativo di riavvicinamento è solo rinviato.»
A proposito di alleanze, si è registrata la fuoriuscita dalla maggioranza dei componenti del movimento civico “Prendiamocicura”. Come commenta questa scelta?
«La nostra azione è sempre stata tesa a consolidare con gli ex alleati di “prendiamocicura” un’alleanza inclusiva e di lungo termine. Purtroppo ci siamo scontrati con resistenze dettate da una diversa visione del progetto e degli obiettivi. Ogni tentativo è stato fatto per garantire la condivisione dello stesso percorso e del Progetto Monisteri. Tuttavia, la coerenza è il sale della politica, ma a quanto pare per alcuni è diventata un optional. Fino a un mese fa, e negli ultimi tre anni aggiungerei, l’assessore Drago si gloriava sui social e in ogni intervista del lavoro incredibile svolto e della bontà dell’azione amministrativa, mentre la consigliera Neva Guccione ne faceva puntualmente e legittimamente da cassa di risonanza. Mi chiedo: cosa è cambiato adesso? La città è la stessa, gli obiettivi di mandato sono identici. È cambiato solo l’interesse di chi, improvvisamente, ha capito che la propria posizione non era più quella desiderata.»
Dall’altra parte, però, vi vengono mosse accuse di puntare a logiche di “poltrone” manovrate da “poteri forti”. Cosa risponde a queste critiche?
«Trovo le dichiarazioni della consigliera Neva Guccione alquanto creative. Mi chiedo da quando, per il suo gruppo, esistono le “poltrone”. La memoria è un esercizio che la politica non dovrebbe mai trascurare. A inizio legislatura, il movimento della consigliera negoziava con la DC e l’onorevole Abbate il proprio ingresso in maggioranza, battezzando quel patto con termini altisonanti come “accordi politici” o “visione programmatica”. E quando, dopo la rottura fra il sindaco e la DC, hanno scelto di proseguire a fianco dell’onorevole Minardo e del Sindaco Monisteri, anche quella fu presentata come una scelta coerente e definita ancora una volta “accordo politico”. Ora che la verifica richiede trasparenza, il vocabolario cambia e si parla di “gioco di poltrone” manovrato da “poteri forti”. È una distinzione stucchevole: quando la poltrona è occupata da loro è “servizio al territorio”, quando la verifica tocca gli assetti della maggioranza in cui hanno scelto di stare, diventa un complotto. A chi si riferisce la consigliera quando parla di poteri forti, visto che i protagonisti locali sono sempre gli stessi? Credo sia l’ennesima uscita infelice dettata dalla foga del momento. I cittadini hanno la memoria molto più lunga di quanto la consigliera speri: la verità ha la testa dura e, prima o poi, emerge sempre.»


