
Ragusa, 31 luglio 2026 – La deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, insieme alla rappresentante cittadina Najla Hassen, ha partecipato questa mattina alla manifestazione di protesta promossa dai sindacati dei medici di medicina generale (FIMMG, SNAMI e FMT) in provincia di Ragusa, esprimendo la massima solidarietà e il pieno appoggio alle rivendicazioni della categoria.
«Siamo insieme ai medici di famiglia – dichiara Stefania Campo – abbiamo già messo in atto in questi mesi iniziative come il tour “sanità per tutti”che sta toccando tutti gli ospedali della regione e che continuerà fino a settembre. C’è una sanità allo sbando, non solo per i pazienti che si trovano costretti a rinunciare alle cure ma anche per il personale medico poco rispettato e spesso sotto organico con un carico enorme.»
«I medici non protestano per un mero interesse economico, ma invocano rispetto per la propria professione e per la tutela della salute pubblica – prosegue la parlamentare regionale del M5S –. Non è ammissibile che le scelte organizzative sulle nuove strutture come le Case e gli Ospedali di Comunità vengano effettuate con ‘sciatteria amministrativa’ e privando i medici degli strumenti operativi e informatici indispensabili. Questa disorganizzazione ricade direttamente sulle spalle dei cittadini, costretti a interminabili ‘odissee’ tra ambulatori e specialisti anche solo per una prescrizione o una prenotazione di controllo. Fino a quando non si troveranno soluzioni nuove i problemi resteranno sempre gli stessi, e per noi la soluzione è sempre quella che la politica deve sganciarsi dalla gestione della sanità. I manager e chi copre posti di rilievo nella sanità devono essere scelti con procedure meritocratiche, altrimenti, inevitabilmente, queste figure avranno sempre un debito di riconoscenza nei confronti della politica, confondendo i ruoli di controllore e controllato.
Il Movimento 5 Stelle continuerà a stare al fianco dei medici e della comunità. Chiediamo all’ASP di Ragusa e alla Regione di fermare le decisioni unilaterali, aprire un confronto reale con i rappresentanti dei medici di medicina generale e programmare l’assistenza territoriale con criteri di massima efficienza e dignità professionale», concludono Campo e Hassen.


