
Ragusa, 30 luglio 2026 – I ragazzi del collettivo Lost Youth sono la risposta a frasi come “Non c’è mai nulla da fare in provincia!” oppure “Non cambia mai nulla qui” e cosi via. Ad affermarlo sono proprio i membri del collettivo, reduci dal successo del Ragusa Hardcore Fest.
“Due anni fa sembrava impossibile, non c’era una prospettiva definita, non c’era la squadra giusta, non c’erano le carte per giocare questa sfida. Ora si”, spiegano i componenti del collettivo.
Un gruppo di ragazzi volenterosi e intraprendenti che porta avanti un movimento dal basso (Lost Youth Movement) avendo come passione e punti saldi la musica e l’arte in generale, fuori dalle logiche del commercio e dal tessuto provinciale. Eventi come il Ragusa Hardcore Fest e altri, organizzati completamente da sé e in autogestione, sono ormai il punto di ritrovo per tutte quelle persone che si definiscono alternative e che in provincia cercano altro, qualcosa di autentico, vero, sano e nuovo. Un posto, la Verde Vigna, che puoi far diventare casa o un posto che puoi solo frequentare per la moltitudine e la varietà di eventi che prendono lì vita, un luogo autogestito che è diventato il loro quartier generale nella campagna comisana in contrada Billona. Il loro Ragusa Hardcore Fest, nato due anni fa, lo scorso sabato è arrivato alla nona edizione, facendo esibire due band messinesi, i Cactus Mantra e gli Impeto e i palermitani State of Neptune. Tutte band che gravitano attorno al genere musicale dell’alternative metal e stoner. Ogni evento cambia genere musicale pur rimanendo sempre attorno al punk e alla musica alternativa definita “diy”, Do It Yourself, fai-da-te. Musica fatta da sé e difficile da rendere commerciale, fuori dalle chart, fuori dalle playlist radiofoniche e fuori dal mainstream. Questo è il pretesto per i ragazzi del collettivo Lost Youth, nato 3 anni fa, che usano questi eventi per creare aggregazione culturale per tutte l’età e momenti di sano divertimento, lontano dalle logiche del capitalismo, da consumi/abusi e da regole asfissianti dei locali “impostati” di provincia, come in tutto il resto d’Italia. Uno spazio libero, una realtà libera, dove devi essere veramente te stesso per sentirti a casa.



