
Chiaramonte Gulfi, 27 Luglio 2026 – Duro affondo delle sigle sindacali della funzione pubblica contro i ritardi e le modalità di gestione dei pagamenti al personale del Comune di Chiaramonte Gulfi. Attraverso una nota ufficiale firmata da Nunzio Fernandez per la FP CGIL e Francesca Novello per la UIL FPL, i sindacati denunciano una situazione definita inaccettabile che si protrae ormai da oltre un anno, chiedendo l’immediata attivazione delle procedure di liquidazione delle spettanze accessorie maturate durante il periodo di dissesto finanziario dell’Ente.
Al centro della protesta c’è l’operato dell’Organismo Straordinario di Liquidazione. Secondo quanto emerso da interlocuzioni informali tra le RSU CGIL-UIL e un componente dell’organismo, una parte dei crediti vantati dai lavoratori sarebbe stata inserita addirittura al 150° posto nella graduatoria dei pagamenti, finendo nello stesso calderone dei crediti vantati dalle ditte fornitrici. Una scelta definita dai sindacati del tutto singolare, illegittima e in palese contrasto con le prassi seguite in altri comuni italiani in dissesto, dove il credito dei dipendenti viene storicamente trattato come credito privilegiato, godendo di corsie preferenziali sia per l’entità che per i tempi di erogazione.
Nel documento, i sindacati rimarcano una distinzione fondamentale: i dipendenti comunali non possono essere equiparati a soggetti economici dotati di rischio d’impresa, poiché le ditte possono contare su ulteriori introiti derivanti dalla loro attività, mentre il personale comunale vive esclusivamente della propria retribuzione e non può sopportare ulteriori ritardi. Va ricordato, inoltre, che la quasi totalità dei dipendenti del Comune di Chiaramonte Gulfi presta servizio in regime di part-time, percependo stipendi già ridotti che spesso rappresentano l’unico sostentamento familiare. Nel mirino ci sono le retribuzioni accessorie afferenti a istituti contrattualmente esigibili e maturate negli anni 2020, 2021, 2022 e parte del 2023, il cui pagamento è stato bloccato a causa del dissesto.
Le organizzazioni sindacali puntano il dito anche contro la macchina amministrativa comunale, accusata di non aver fornito tempestivamente la documentazione richiesta dall’OSL, paralizzando ulteriormente l’iter. Per questo motivo, pretendono risposte concrete chiedendo all’OSL e all’Amministrazione comunale di attivarsi immediatamente per completare gli atti necessari alla liquidazione, di fornire un riscontro documentale con un cronoprogramma certo dei pagamenti e di garantire che il credito dei dipendenti sia trattato secondo criteri di priorità e privilegio previsti dalla normativa.
L’ultimatum è chiaro: un riscontro ufficiale è atteso entro il mese di luglio, prima della pausa estiva. In assenza di progressi immediati, i sindacati sono pronti a intensificare la mobilitazione facendo appello a S.E. il Prefetto di Ragusa per il ripristino della legalità e della dignità istituzionale, non escludendo inoltre una formale comunicazione al Ministero competente per portare avanti la tutela del personale dipendente.


