In sei mesi il Tribunale di Ragusa ha emesso tre provvedimenti di esdebitazione del debitore incapiente

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Ragusa, 22 luglio 2026 –  Nel giro di soli sei mesi, il Tribunale di Ragusa ha emesso tre provvedimenti di esdebitazione del debitore incapiente, due dei quali concentrati nella stessa giornata del 16 luglio. Un risultato che conferma la piena operatività degli strumenti di “fresh start” previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e che, soprattutto, restituisce una prospettiva concreta a persone rimaste schiacciate da debiti non più sostenibili.
Il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Ragusa, Michelangelo Aurnia: «Accolgo con profonda soddisfazione e orgoglio le recenti decisioni del Tribunale di Ragusa. Questi provvedimenti testimoniano in modo plastico l’efficacia e la straordinaria funzione sociale dell’esdebitazione del debitore incapiente. Non si tratta di assistenzialismo, ma di restituire dignità e futuro a persone e famiglie travolte dalle avversità della vita, dopo averne accertato la totale meritevolezza e buona fede».
Aurnia sottolinea come il risultato sia frutto dell’eccezionale lavoro dell’OCC – Organismo di composizione della crisi dell’Ordine, guidato dal referente,  Salvatore Barracca, che ha curato l’istruttoria dei casi con rigore tecnico e sensibilità umana: «La valutazione della meritevolezza, l’analisi della storia personale e imprenditoriale dei soggetti coinvolti richiedono competenze di prim’ordine e un profondo senso di responsabilità sociale. L’Occ di Ragusa sta dimostrando un livello di dedizione eccellente».
I tre casi esaminati dal Tribunale raccontano storie diverse ma accomunate dalla stessa impossibilità di far fronte ai debiti. Il primo provvedimento, emesso il 29 dicembre 2025, ha riguardato una lavoratrice dipendente che, a seguito di una grave crisi familiare e della perdita dell’abitazione, si era trovata con 25.447 euro di debiti dichiarati inesigibili. Il 16 luglio, invece, il Tribunale ha accolto le domande di due coniugi, ex piccoli imprenditori del settore della lavorazione e commercializzazione delle carni, travolti dalla crisi del commercio tradizionale e dalla perdita degli immobili. Per il marito sono stati cancellati 80.942,25 euro, mentre per la moglie 53.350,97 euro.
L’esdebitazione dell’incapiente è uno degli strumenti più innovativi del Codice della crisi: può essere concessa una sola volta nella vita e riguarda persone che, pur avendo contratto debiti in buona fede, non dispongono di beni o redditi sufficienti per offrire ai creditori alcuna utilità, neppure futura. «Il Tribunale di Ragusa – osserva Aurnia – sta applicando questi strumenti con sensibilità e tempestività, dimostrando come la convergenza tra magistratura e Ordine professionale sia decisiva per dare risposte concrete al territorio».
L’impatto sociale è significativo: lavoratori dipendenti, famiglie in difficoltà, ex imprenditori colpiti da mutamenti del mercato possono essere riammessi nel circuito economico virtuoso, evitando di restare ai margini della società. «Il sovraindebitamento è una piaga che si può affrontare e superare – aggiunge Aurnia – ma occorre affidarsi a professionisti qualificati e agli organismi riconosciuti dalla legge. L’Occ dell’Ordine dei commercialisti di Ragusa continuerà a lavorare con lo stesso impegno e rigore tecnico per offrire una seconda possibilità a chi dimostra di aver agito con correttezza, trasparenza e buona fede».
Un messaggio di speranza, dunque, che arriva da un territorio capace di coniugare competenza professionale, sensibilità istituzionale e attenzione alle fragilità sociali. Un segnale che conferma come gli strumenti di “fresh start” non siano una scorciatoia, ma un’opportunità reale di ripartenza per chi, senza colpa, si è trovato sommerso dai debiti.

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10 commenti su “In sei mesi il Tribunale di Ragusa ha emesso tre provvedimenti di esdebitazione del debitore incapiente”

  1. Gioacchino Scollo Abeti

    Da Legale, una semplice domanda: e gli interessi dei creditori, spesso anche loro piccoli imprenditori e/o artigiani, buttati a pancia all’aria dal mancato integrale pagamento dei loro crediti? E ne conosco parecchi….

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  2. Esatto avvocato, provvedimenti di esdebitazione del debitore incapiente, vuol dire, “spogliare i preti per vestire i sagrestani”.
    Chi paga poi esdebitazione?
    Si certo, i comunisti vorrebbero che pagasse lo stato, ma anche la destra,
    ma questo significherebbe che a pagare fossero le persone oneste e per bene (che pagano sempre e tutto puntualmente), anche perchè i tanti di sinistra vivono sulle spalle della collettività, e i tanti della destra spesso sono evasori fiscali, ergo restano solo le persone oneste a pagare.

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  3. Tonino Spinello

    Egregio Gioacchino,
    Ha ragione di quanto dice, però se il debitore pur volendo onorare i suoi debiti non ha i mezzi e non possiede nulla in intanto che nel frattempo gli hanno fatto terra bruciata attorno, che facciamo? Lo teniamo incastrato a vita dal sistema togliendogli pure i mezzi per potere eventualmente recuperare? O per raccontarci tutti i giorni la sua frustrazione chiacchierata o meno dalla società? Molti non riescono a portarsi dietro questo peso e preferiscono l’estremo rimedio. E per cosa e per chi?

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  4. Capisco che qualcuno è d’accordo. Già essere campati dallo stato piace a chi si sente più puro degli altri.
    Vero Tonì?
    No, caro mio.
    Non si può accettare che chi è furbo, evasore o incapace di amministrarsi deve poi essere foraggiato da coloro che non sono furbi, pagano le tasse e sono in grado di autogestione.
    Questa è la tua idea di destra? Mantenuti dagli altri? Nzu’

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  5. Si vede chiaramente chi ha bisogno di assistenzialismo, reddito di cittadinanza, imbrogli vari come il 110%, tutte cose finalizzate a fregare lo stato e rubare soldi, quesi soldi poi vengono pagati dalle persone oneste, ha ragione Peppe.
    Chi vuole fotte lo stato come tanti populisti commentatori, lo fanno per averne beneficio, ma si finirà questa storia, speriamo che arrivi Vannacci, anche se penso che tutti gli imbroglioni si sono già arruolati e lui non saprà niente. Ci vuole un colpo di autoritarismo a sbollentare tutti stì imbroglioni, altro che “esdebitazione del debitore incapiente”.
    Se è incapiente, ci stava attento prima di diventarlo incapiente.
    Bello che pantalone deve pagare i debiti fatti con i soldi degli onesti. Ditelo ai grillioti che manco lo capiscono, anche perchè loro sono degli incalliti mantenuti dallo stato.

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  6. Sono nel giusto sia Scollo Abeti che Spinello.
    Mettiamo da parte i disonesti, ma un imprenditore anche se capace può incappare nella fatalità e per questo non dovrà essere lasciato alla deriva, non può essere marchiato a vita.
    Credo sia necessario limitare il potere dei creditori privilegiati, banche e stato, perché hanno tutti gli strumenti per bloccare le bancarotte prima che diventino catastrofiche per i creditori. I commercialisti dovrebbero fermare i clienti che hanno bilanci insostenibili evitando di farli indebitate ulteriormente.

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  7. Cittadino di Bibbiano

    Tutte cose fatte con il vostro consenso. Compresi i banchi a rotelle. Anzi il vostro amato Draghi li ha rifinanziati.
    Quindi Concetto Peppe saru Piero Vincenzo Ciccio praticamente la stessa persona solo che cambia nome.
    Il vostro partito ha votato a favore, come votava a favore per quei DPCM vaccino e foglio verde in tempo di COVID.
    Non Siete migliori, siete peggiori.

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  8. No, Salvatore, le cose possono andare male a chiunque, non solo agli imprenditori. Anche una persona capace può imbattersi nella sfortuna o in eventi imprevedibili. E allora che facciamo? Istituiamo una società di mutuo soccorso per tutti? E, soprattutto, chi la paga?
    Vede, Salvatore, il problema che lei evidenzia dovrebbe essere affrontato con gli strumenti assicurativi, non con le risorse pubbliche. Non so se riesco a rendere l’idea.
    Per quale motivo un imprenditore, quando gli affari vanno bene, tiene legittimamente per sé i profitti, mentre quando le cose vanno male dovrebbe essere la collettività a farsi carico delle perdite? Mi spiega quale sarebbe il principio di equità?
    Capisco che siamo circondati da chi invoca sempre l’intervento pubblico (comunisti) e da chi, per convenienza (liberisti furbastri e disonesti), socializza le perdite e privatizza i profitti. Io, invece, parlo di correttezza e di buon senso.
    Gli imprenditori paghino, come tutti, adeguati PREMI ASSICURATIVI, stipulino polizze proporzionate ai rischi della loro attività e saranno tutelati.
    Lei cosa ne pensa, avvocato Gioacchino Scollo Abeti?
    Da semplice cittadino, non avrei forse anch’io il diritto, ricorrendone i presupposti di legge, di poter usufruire dell’esdebitazione del debitore incapiente?
    Oppure questo principio vale solo per alcune categorie?
    Noi siamo fessi?

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  9. Avvocato ,quando uno fallisce non affonda un’eventuale creditore , soltanto gli arreca un danno relativo , inoltre l’eventuale creditore ha avuto occasione per capire che l’attività non va più bene ,ci sono tanti piccoli segnali prima , allora l’eventuale creditore deve cominciare a diminuire l’esposizione.
    Il fallito viene privato di tutto ,casa ,auto ,beni strumentali , beni mobili , merce , crediti da esigere , tutto passa allo stato tramite il tribunale. Il fallito per 5 anni viene privato di tutto ,se riesce a lavorare andandoci a piedi perché ripeto senza macchina ,non ne può comprare un’altra , il suo stipendio sarà colpito nella misura di un quinto ,
    Senza macchina ,senza casa ,stipendio intaccato , fallito , umiliato, depresso, additato come incapace , deriso , in stato di vergogna, ha ragione Spinello, specialmente al nord dove la comprensione è la solidarietà è minore i suicidi dei falliti erano diventati una tragedia, allora sono stati fatti delle leggi per dare aiuto ai disgraziati incappati nella cattiva sorte .
    Dobbiamo dividere nettamente in due categorie i falliti .
    Una categoria che apre srl allo scopo di fare tappi a tutti entro 2 anni , 2 anni perché per 2 anni sei quasi sconosciuto.
    L’altra categoria che vede magari dopo tanti anni scendere gli incassi ,perdere fatturato , subire perdite , perché il mercato è cambiato ,perché all’inizio provano a resistere ,sperano che il vento cambi , intanto I debiti aumentano, tutte le strategie messe in campo da una persona capace che ha gestito un’azienda con buoni risultati ad un certo punto non hanno successo,
    La domandi è, chiudi ?
    L’attività, non vale più niente , non la vuole nessuno, i beni strumentali di seconda mano non valgono niente , la merce in magazzino come smaltirla,? Svenderla ,? Ma l’hai comprata a prezzo pieno , il mutuo o la scopertura con la banca garantito dalle firme di tutta la famiglia come lo rimborsi , i debiti fatti con lo stato come li paghi ,
    Insomma sei già fallito .
    Ed,ecco alcune norme che messe in campo nella,stato iniziale della crisi possono evitare la totale annientazione dell’imprenditore travolto dalla cattiva sorte .
    Un po di comprensione e solidarietà fa bene a tutti .

  10. Gli onesti che scrivono qua ,sono sicuramente dipendenti pubblici, che pagano perché sono onesti e possono, non devono temere niente perché il loro datore non può fallire, ma anche se fosse un’imprenditore privato e fallisse, loro avrebbero 2 anni di disoccupazione garantita, e il Tfr pagato dal fondo INPS dedicato al tfr .
    Capite questi onesti che rischio che corrono ???
    Dall’alto della loro posizione sputano sul fallito che ha avuto il coraggio di mettersi in proprio , prima ne hanno invidiato il coraggio e gli eventuali successi iniziali provando frustrazione, ora si possono godere il suo fallimento, un’aigghiri lontanu!!!
    Inoltre pagano tutto perché quasi tutte le tasse li paga il datore di lavoro , a chistu sfuozzu ca fanu .
    Buona sorte agli imprenditori che realizzano il PIL della nostra Italia.

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