
MODICA, 16 Luglio 2026 – Timidi passi avanti per il tribunale modicano. Il percorso per la rinascita del Tribunale di Modica fa difatti registrare una svolta decisiva a Roma. Dopo i timori e le lunghe attese dei mesi scorsi, il disegno di legge mirato a riparare gli effetti della riforma delle circoscrizioni giudiziarie del 2012 entra nel vivo del dibattito parlamentare. L’Atto Camera n. 2457, la proposta di legge voto partita direttamente dall’Assemblea Regionale Siciliana, è stato ufficialmente abbinato all’iter legislativo principale in Commissione Giustizia, segnando un’accelerazione attesa da anni dall’intera comunità forense ed economica del territorio ibleo.
L’inserimento del testo nel calendario dei lavori della II Commissione di Montecitorio rappresenta molto più di un semplice passaggio burocratico. L’atto è stato infatti inserito in un esame congiunto che viaggia in parallelo con il testo di riforma del Governo e altre proposte di legge nazionali. Questo binario comune inserisce la specificità del caso modicano all’interno di una più ampia revisione della geografia giudiziaria italiana, mirata a restituire presidi di legalità a territori penalizzati dalle passate politiche di spending review.
Nelle ultime settimane, la Commissione Giustizia ha avviato un fitto calendario di audizioni formali in sede referente. Davanti ai deputati hanno sfilato i rappresentanti dei vertici della magistratura, i presidenti delle Corti d’Appello e i delegati dell’avvocatura. Al centro del dibattito ci sono le valutazioni tecniche sulla sostenibilità economica, la logistica dei palazzi di giustizia esistenti e l’impatto sul carico di lavoro dei tribunali accorpanti, come quello di Ragusa, che in questi anni ha dovuto assorbire un bacino d’utenza imponente.
La battaglia per il presidio di Modica unisce da tempo forze politiche, amministrazioni locali e ordini professionali. La chiusura del tribunale ha allungato i tempi della giustizia e penalizzato i cittadini del comprensorio, costretti a spostamenti complessi. La riapertura della sede modicana, considerata da sempre un’infrastruttura d’eccellenza per spazi e funzionalità, non viene più vista come un’utopia localistica, ma come una necessità funzionale ed economica per garantire una giustizia di prossimità efficiente in un’area ad altissima densità imprenditoriale.
Il passaggio successivo prevede adesso la sintesi delle audizioni e la stesura di un testo unificato. Seguirà la discussione degli emendamenti in Commissione prima dell’approdo definitivo nell’Aula della Camera per il primo voto utile (si spera prima della chiusura dell’anno in corso). Il cammino legislativo non è privo di insidie, specialmente sul fronte delle coperture finanziarie, ma l’abbinamento formale dell’Atto 2457 dimostra che la questione Modica è ormai saldamente sul tavolo del legislatore nazionale.


